Roma, 16 agosto 2007 - Gigi Riva non ci sta, lui che è stato uno degli italiani di Duisburg: ''Uno puo' essere campione del Mondo dando quattro calci a un pallone. Ma campione del mondo dell'immagine, questo davvero no. La strage di Ferragosto provoca una gran tristezza, e rovina un po' tutto: si', anche l'immagine dello sport, anche il Mondiale''. Quella mitica cavalcata azzurra fino alla conquista della coppa del Mondo ora è stata annullata dalla cronaca nera di questi giorni.
E' rimasto colpito, il team manager azzurro a Germania 2006, da immagini e notizie di quel che e' successo ieri nella citta' che ospito' il ritiro della nazionale di Lippi: sei italiani uccisi da killer venuti probabilmente dalla Calabria, per una faida che dura da anni.
''Io ricordo le migliaia di italiani che ci accoglievano fuori dall'albergo di Duisburg - racconta Riva - Cinque-seimila, poi anche di piu' la sera della semifinale con la Germania, alle 4 di notte. Gente che ci aspettava per ore, piangeva e cantava l'inno, si sentiva ripagata di anni di sacrificio e di lavoro. Per tutti questi mesi, a quel che so, hanno lasciato fuori dal balcone il tricolore, ora lo avranno tolto. Perche' in giorni cosi' hai vergogna ad essere italiano''.
Dei 200.000 italiani della regione di Duisburg, Riva ha conosciuto entusiasmo e sacrifici. ''Penso ad Antonio Pelle, il ristoratore del nostro ritiro - riflette - ha lavorato per anni, ha fatto qualcosa di utile per l'economia della Germania. Poi arriva una mazzata del genere. Anni e anni di fatica per costruirsi una credibilita', per ottenere il rispetto... Infiltrazioni della 'ndrangheta in quelle zone? Non sono in grado di giudicare, ma non penso si possa dire di 200.000 italiani che sono tutti figli di questa situazione. Eppure e' inevitabile che si faccia di tutt'erba un fascio. Di fronte a stragi di questo genere - conclude Riva - bisogna dare una risposta durissima: con nuove leggi, con indagini, non so. Ma durissima''.
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