Città del Messico, 17 agosto 2007 - L'industria del jeans affama i contadini di Tehuacan, città che si trova nella valle omonima del Messico centrale. I solventi chimici (in particolare il permanganato di potassio) utilizzati dalle centinaia di fabbriche della regione per lavare e scolorire il tessuto, in modo che sembri logoro, seccano e sterilizzano la terra. "Prima i jeans erano usati dai lavoratori", ha dichiarato Martin Barrios, un attivista della locale Commissione per i Diritti Umani, intervistato dall'inviato del Guardian, "ora sono venduti per centinaia di euro nei mercati occidentali e sono prodotti sfruttando gli operai e distruggendo l'ambiente".
Secondo Mariano Baragan, contadino sessantasettenne, la causa del problema è semplice: "La moda". Sono circa 700 le industrie tessili nella valle di Tehuacan, la maggior parte delle quali producono jeans per le grandi multinazionali americane o per marchi locali. Le fabbriche, oltre a impoverire la terra, sono sotto accusa per lo scarso rispetto dei diritti dei lavoratori. Gruppi di solidarietà agli operai di Tehuacan sono nati soprattutto per impulso di organizzazioni statunitensi, le cui campagne di sensibilizzazione hanno sortito qualche effetto.
La scorsa settimana, ad esempio, la più grande ditta produttrice di Jeans nella zona, il Gruppo Navarra, è stata oggetto di un'ispezione perchè sospettata di aver licenziato alcuni lavoratori che stavano cercando di costituire un sindacato. Più in generale le multinazionali mettono sotto pressione le industrie locali perchè si adeguino a standard minimi previsti a livello internazionale. Il Gruppo Navarra, in ogni caso, è una delle poche fabbriche ad avere un impianto interno di depurazione delle acque di scarico. Ma, secondo gli attivisti, il governo messicano non è abbastanza forte per contrastare gli interessi delle grandi multinazionali e le autorità federali e statali hanno pesanti responsabilità per l'inquinamento delle terre e nell'impoverire i contadini.
'Le Monde' ironizza sulla crisi dei raccolti francesi. Sarkozy, raffigurato come Luigi XVI, dice: "''Bisogna rientrare, i francesi ci aspettano, il pane aumenterà". Cécilia, vestita da Maria Antonietta risponde con la celebre frase: "Date loro delle brioches''