Londra, 9 settembre 2007 - Secondo il "Sunday Express", i risultati forensi che hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati di Gerry e Kate McCann, i genitori di Madeleine, la bambina scomparsa il 3 maggio scorso in Algarve, sarebbero stati gonfiati dalla polizia portoghese.
In particolare, scrive il giornale, le tracce di sangue rinvenute nell'automobile affittata dalla coppia 25 giorni dopo la scomparsa della bambina sarebbero talmente microscopiche che non permetterebbero neanche di risalire al sesso della persona a cui appartengono.
Secondo il "Sunday Espress" anche la polizia britannica avrebbe espresso dubbi sulla veridicità degli esami effettuati. Rivelazioni che contribuiscono a rendere ancora più oscuro questo tragico episodio. In un'intervista al "Sunday Mirror" in edicola stamani, la madre di Maddie, Kate, che oggi con il marito e gli altri due figli gemelli ha lasciato il Portogallo per tornare in Gran Bretagna, ha dichiarato di sentirsi il capro espiatorio: "Vogliono che io menta. In assenza di una legge sulla pedofilia, la polizia, che non vuole un caso di omicidio in Portogallo, accusa noi".
Interpellato da un altro quotidiano britannico "News of the World", Gerry McCann ha espresso seri dubbi sul sistema legale portoghese spiegando che i poliziotti hanno tentato di estorcere una confessione dalla moglie offrendole in cambio una sentenza "light". "Non avrei mai pensato di dire una cosa del genere: ma non abbiamo ucciso noi nostra figlia" ha detto il papà di Maddie.
"La sera in cui nostra figlia è scomparsa eravamo a cena con amici, ogni dieci minuti facevamo a turno per assicurarci che i bambini stessero bene, nessuno avrebbe avuto il tempo di compiere l'omicidio e poi di nascondere il cadavere".
"Ora che siamo indagati - ha aggiunto Gerry - non possiamo neanche utilizzare i soldi raccolti grazie alla fondazione "Madeleine Fund" per coprire le nostre spese legali". Le indagini ormai sono puntate su di noi e non più sulla ricerca di Madeleine" ha concluso Gerry McCann.
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