• CINEMA
  • BENESSERE
  • INCONTRI
Mooovie
Dieta Club
trova l'anima gemella
QNET Syndication
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

Esteri

INFERNO NELL'EX BIRMANIA

I soldati caricano i dimostranti
Il buddista Baggio sta con i monaci

In Myanmar nuove cariche e pestaggi. Il collegamento alla rete riattivato e poi nuovamente oscurato per evitare la diffusione delle testimonianze e immagini. In arrivo l'inviato speciale dell'Onu Ibrahim Gambari. Appello dell'ex calciatore "per gli eroi del terzo millenio". Commenta la notizia

L'inviato dell'Onu Ibrahim Gambari Yangon, 29 settembre 2007 - Le forze di sicurezza hanno caricato a manganellate due manifestazioni di protesta nel centro di Yangon. La polizia ha sparato colpi d'avvertimento per disperdere un assembramento di circa 500 persone al mercato di Bagyoke Aung San, anche meta turistica nota come Scott's Market. Un numero imprecisato di manifestanti è stato arrestato.
Al vicino ponte Pansoedan, sempre nel centro della città, si è formato un altro gruppo, un centinaio di persone, che appena ha iniziato ad applaudire è stato caricato da una cinquantina di uomini delle forze di sicurezza e cinque persone sono state trascinate via dagli agenti.

 


Intanto è arrivato in Birmania nel primo pomeriggio l'inviato speciale delle Nazioni Unite, Ibrahim Gambari (nella foto), cui il segretario generale ha affidato la missione di mediazione.
Arrivato con un volo di linea da Singapore a Yangon, si è trasferito con un aereo speciale a Naypyidaw, il villaggio in mezzo alla giungla situato 385 chilometri più a nord, che la giunta del generale Than Shwe ha trasformato nella nuova capitale.

 

INTERNET BLOCCATA
Yangon, spazzata da piogge monsoniche, è di fatto in stato d'assedio e i collegamenti con il mondo esterno continuano a essere di fatto interrotti. Da quelle poche notizie che riescono a varcare il confine si è saputo che le forze di sicurezza sono tornate in azione nel pomeriggio e hanno caricato un centinaio di manifestanti che si erano assembrati sul ponte di Pansoedan.

Erano trascorse circa 24 ore di black-out quando nel Myanmar è stato ripristinato l'accesso a Internet, ma oggi ne sono passate appena un paio prima che fosse bloccato di nuovo, e che i collegamenti risaltassero.

L'oscuramento era iniziato ieri, con ogni probabilità per ordine della giunta al potere, onde chiudere l'unica 'finestrà attraverso la quale il resto del mondo poteva conoscere almeno in parte, mediante foto, video e informazioni, che cosa stia accadendo nell'ex Birmania, dove tre giorni fa il regime ha scatenato una nuova, brutale repressione per stroncare oltre cinque settimane consecutive di manifestazioni di piazza a favore della democrazia, guidate dai monaci buddhisti.

In giornata gli utenti erano però potuti tornare a navigare in rete, anche se non a 360 gradi: era infatti possibile accedere soltanto ai siti collocati su indirizzi nazionali, non a quelli stranieri; in compenso, la posta elettronica sembrava funzionare pienamente, e pertanto i messaggi e-mail potevano essere inviati anche all'estero.

 

Invece, ben presto l'ex Birmania è tornata a essere isolata dal mondo, anche per via telematica. Resta comunque sostanzialmente inoppugnabile la considerazione secondo cui, forse, mai come nella tragedia birmana la cosiddetta 'rivoluzione di Internet' ha davvero tenuto fede alle premesse: diciannove anni fa, all'epoca della precedente sollevazione popolare contro la giunta, gli oppositori non disponevano di ritrovati tecnologici per aggirare le pastoie di regime e far sentire la propria voce; le immagini dei massacri perpetrati per volontà dei vertici militari dalle forze di sicurezza contro i dimostranti, in massima parte studenti, per giorni e giorni rimasero così congelate, e nessuno seppe alcunchè dei drammatici momenti vissuti dal Paese asiatico finchè la situazione non fu completamente normalizzata con la forza.

 

AIUTI BLOCCATI

La giunta militare birmana ha posto restrizioni ai movimenti degli operatori umanitari attivi nel Paese, mettendo così a rischio gli aiuti alimentari destinati a circa 500.000 persone. La denuncia è stata lanciata dal Programma mondiale dell'Onu per l'alimentazione (Pam). "Chiediamo alle autorità di avere accesso a tutte le zone del Paese - afferma in un comunicato il direttore del Pam, Josette Sheeran - le operazioni del Pam dipendono dal governo perché faciliti i movimenti di cibo e personale".

  • 30/09/2007 13:31

    Come puo'il mondo stare solo a guardare il massacro del popolo birmano(Myanmar); Essi non chiedono altro che libertà!!. Super potenze,smettetela di armare regimi totalitari per fini puramente economici...,smettetela!!!!! Le armi stanno distruggendo l'intera umanita!!! Fermate quei militari,vi prego!! I valori umani non possono mai essere calpestati in questo modo...e ricordiamoci che ognuno con la propria umiltà puo imparare qualcosa dall'altro !!!!! La fratellanza deve stare alla base di quella "cosa" meravigliosa chiamata VITA! A tutti quanti un invito a scrivere senza nessun timore qualcosa che faccia riflettere chi non pensa mai a queste cose.......L'egoismo è un dispregiativo che NON deve mai essere nello spirito di alcun individuo!!!
  • Sono presenti 1 commenti
 

FOTO DEL GIORNO

Donna forzuta circo Hong Kong

Mel, donna forzuta

Mel Fyfe, donna forzuta del Circo Oz  di Melbourne, tiene in braccio sorridendo five membri della troupe durante una promozione del circo a Hong Kong