Con lo spoglio delle schede per il rinnovo del parlamento, la Rada, arrivato a oltre l'86%, i filo-russi del Partito delle Regioni del premier Viktor Yanukovich, tornano in testa, pur di pochissimo, sul Blocco di Yulia Tymoshenko: 32,82% dei voti contro 31,74%
Kiev (Ucraina), 1 ottobre 2007 - Almeno seimila in piazza a Kiev per il filorusso Viktor Yanukovich, accuse di brogli, conteggio che procede a rilento: il giorno dopo il voto che doveva far uscire l'Ucraina dalle divisioni, il Paese si ritrova nell'incertezza. Anche dei risultati: con lo spoglio all'86%, il Partito delle Regioni del premier è dato al 32,82% e il Blocco Yulia Tymoshenko al 31,74%. Segue la formazione presidenziale Nostra-Ucraina-Autodifesa Popolare con 14,83%, in quota 'arancione'.
I filo-russi intanto ignorano complessivo e tornano a cantare vittoria, appellandosi al presidente Viktor Yushchenko di chiedere al partito di Yanukovich di avviare le consultazioni per la formazione del nuovo esecutivo. "Sono convinta che il presidente chiederà come da prassi alla formazione vincitrice, cioè il Partito delle Regioni, di avviare le consultazioni per la formazione del nuovo governo", ha dichiarato Raisa Bohatyriova, esponente di spicco dei Partito delle Regioni.
JULIA RECLAMA LA VITTORIA
Malgrado le incertezze sul risultato finale Julia Tymoshenko, forte di un successo personale attribuitole dagli exit poll che complessivamente danno in leggero vantaggio le forze 'arancioni', reclama la vittoria e la guida del governo.
La pasionaria della rivoluzione del 2004 intende chiedere al presidente Viktor Yushchenko di iniziare a lavorare per la formazione del nuovo esecutivo già da lunedì "Chiamerò il presidente per chiedergli di iniziare a formare la coalizione" di governo la cui composizione, prevede la Tymoshenko, "sarà annunciata entro due giorni".
TRE ANNI DI TENSIONI
Sulle elezioni hanno fatto sentire il loro peso quasi tre anni di tensioni, mai risolte. La spaccatura tra Ovest e Occidente è reale, con i quasi nove milioni di russi sui 47 complessivi, gli ortodossi in maggioranza e i greco-cattolici ammassati nella parte Occidentale, le regioni industriali ad Est e il cuore agricolo al confine con l'Europa.
Mosca ha imparato la lezione del 2004, quando dopo essersi schierata con Yanukovich assistette impotente alla sua sconfitta da parte della piazza. Il Cremlino ufficialmente si è tenuto fuori dalla contesa e Bruxelles da parte sua ha raffreddato le aspirazioni europeiste di Yushchenko, mettendo in chiaro che l'ingresso nell'Ue non è per oggi e neppure per domani
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