Ibrahim Gambari ha incontrato il capo della giunta militare, nuovo colloquio anche con la leader dell'opposizione Aung San Su Kyi. Il ministro degli esteri del Paese asiatico difende la repressione davanti dell'assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Commenta la notizia
Yangon, 2 ottobre 2007 - Dopo tre giorni di anticamera l'inviato speciale delle Nazioni Unite nel Myanmar, Ibrahim Gambari, è stato ricevuto dal capo della giunta militare al potere, il generale Than Swe, nell'ex Birmania: lo hanno riferito fonti del ministero per l'Informazione, che hanno peraltro preteso l'anonimato.
L'incontro è avvenuto a Naypyidaw, il remoto villaggio nella giungla trasformato nella nuova capitale del Paese asiatico, 400 chilometri a nord della vecchia, Yangon. Il colloquio si sarebbe dovuto concludere intorno alle 7 del mattino italiane, ma le fonti non sono state in grado di precisare se esso sia effettivamente terminato a quell'ora.
Nessun dettaglio sui contenuti della discussione è stato reso noto. Gambari, egli stesso un generale a riposo e già ministro degli Esteri nigeriano, ha il delicato compito di manifestare alla giunta l'indignazione della comunità internazionale, indicendola ad accettare una soluzione negoziata per la sanguinosa crisi in cui è precipitato il Myanmar, ufficialmente costata almeno sedici morti e circa seimila arresti. L'inviato dell'Onu ha quindi incontrato nuovamente la leader dell'opposizione e premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi.
Nelle principali città la presenza delle forze di sicurezza sta cominciando ad alleggerirsi. Stamane nella ex capitale e principale città della Birmania la situazione è calma.
Intanto il generale birmano responsabile della città di Rangoon, Hla Htay Win, è stato congedato ieri, perchè si suppone sia stato "troppo moderato" con i manifestanti scesi in piazza nelle ultime settimane contro il governo. Il suo allontanamento alimenta così le voci di una possibile spaccatura all'interno della giunta militare sulla gestione delle proteste popolari. Hla Htay Win è infatti legato al numero due della giunta militare, il generale Maung Aye, che secondo alcune voci circolate la scorsa settimana si sarebbe opposto all'uso della forza contro i manifestanti.
Nel frattempo la moglie e la figlia del leader della giunta militare hanno lasciato il Paese la scorsa settimana.
La consorte, Kyaing Kyaing, è volata a Singapore, mentre la figlia Ma Shwe Aye e suo marito Teza avrebbero cercato rifugio a Dubai. La notizia è stata riferita dalla radio degli esuli birmani che ha sede in Norvegia, Democratic Voice of Burma, e riportata oggi dal Times.
AL CONTRATTACCO
Intanto il ministro degli affari esteri birmano ha accusato "attori interni e esterni" di tentare di impedire la transizione del paese verso un sistema democratico e ha difeso la repressione dei manifestanti "indisciplinati e provocatori", necessaria secondo lui per ristabilire l'ordine. "La normalità è di ritorno in Birmania", ha dichiarato U Nyan Win nella riunione ministeriale dell'assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Win se l'è presa, senza citarli espressamente, con gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e altri paesi occidentali accusando i "neocolonialisti" di condurre una campagna contro il regime birmano imponendo sanzioni economiche e diffondendo false informazioni su abusi dei diritti dell'uomo. Secondo Win, simili campagne mirano a invadere i paesi presi di mira.
"I recenti avvenimenti mostrano chiaramente che esistono elementi all'interno e all'esterno del paese che vogliono boicottare il processo iniziato (verso la democrazia) per poter trarre vantaggio dal caos che ne seguirebbe" ha dichiarato il ministro. "Sono diventati sempre più arditi e hanno intensificato la loro campagna per sfidare il governo".
Secondo Win, "opportunisti politici" si sono serviti delle proteste del mese d'agosto contro l'aumento del prezzo del carburante e "hanno cercato di trasformare la situazione in una prova di forza, aiutata e sostenuta da paesi potenti".
"Il personale della sicurezza ha dato prova della più grande moderazione e non è intervenuto per circa un mese. Tuttavia, quando la folla è diventata indisciplinata e provocatrice, sono stati obbligati a proclamare un coprifuoco. In seguito, quando i manifestanti hanno ignorato i loro avvertimenti, hanno dovuto agire per restaurare la situazione" ha dichiarato U Nyan Win.
Il ministro ha poi affermato che la giunta è impegnata in un processo di democratizzazione, e ha citato in particolare il progetto di una nuova costituzione. Questo processo è tuttavia criticato dall'opposizione, che è esclusa dal gruppo incaricato di redigere il testo.
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