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Esteri

USA-RUSSIA

Putin minaccia di uscire dal trattato 'euromissili'

Il presidente russo ha incontrato il segretario di Stato Usa, Rice e il segretario alla Difesa Gates. Il numero uno russo ha fatto notare che l'accordo deve comprendere altri stati che hanno sviluppano tali sistemi di armamenti. In realtà è una risposta al proposito degli Stati Uniti di coinvolgere anche l'Europa dell'Est nel loro sistema di difesa anti-missilistica, il cosiddetto 'scudo'

Vladimir Putin Mosca, 12 ottobre 2007 - È iniziata in salita la missione in Russia del segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, e del capo del Pentagono, Robert Gates, giunti intorno all'alba di oggi a Mosca per due giorni di colloqui con le autorità russe, dedicati ai temi più spinosi dell'attualità internazionale e dei rapporti bilaterali tra le due Potenze: pur senza indicarlo esplicitamente il presidente russo Vladimir Putin, dal quale i due emissari Usa sono stati subito ricevuti, ha minacciato infatti il ritiro del proprio Paese dal trattato Inf dell'87 per l'eliminazione dei missili a medio e corto raggio installati sul Vecchio Continente, i cosiddetti 'euromissili', in risposta al proposito degli Stati Uniti di coinvolgere anche l'Europa dell'Est, e segnatamente Polonia e Repubblica Ceca, nel loro sistema di difesa anti-missilistica, il cosiddetto 'scudo'.

 

Il leader del Cremlino ha affermato che un accordo risalente all'epoca della Guerra Fredda a fatica potrebbe restare operativo, in mancanza di una sua estensione ad altri Stati, a governi terzi: un inciso che è suonato come un'allusione diretta al fatto che in territorio polacco andrebbero sistemate le batterie di missili intercettori previste dal progetto statunitense di ampliamento dello 'scudò, mentre in quello ceco sarebbe creata un'apposita postazione radar.


"Occorre fare sì che all'intesa russo-americana sia conferita una natura globale", ha ammonito Putin con gli ospiti, accolti nella sua dacia di Novo Ogaryevo, alle porte della capitale. "È nostro parere che le restrizioni in materia riguardanti attualmente gli Stati Uniti e la Federazione Russa", ha sottolineato ancora il padrone di casa, "debbano necessariamente essere trasformate in un trattato autenticamente universale. Se non siamo in grado di arrivare a questo, allora per noi sarà difficile mantenerci nell'ambito di tale accordo".

 

Come rappresaglia, Mosca ha già sospeso l'applicazione del trattato Cfe sulla riduzione delle forze convenzionali, concluso nel '90 ed emendato nove anni più tardi; potenzialmente a rischio sono pure gli Start sul ridimensionamento degli arsenali atomici, risalenti agli anni '90 ma in scadenza nel 2009. Gli stessi temi, ed altri ancora (dal programma nucleare iraniano alla situazione in Medio Oriente) saranno poi affrontati da Rice e da Gates con i pari grado locali, Serghei Lavrov e Anatoly Serdyukov, ministri rispettivamente degli Esteri e della Difesa; i quattro s'incontreranno nell'ambito di una riunione che è già stata battezzata '2+2', e che proprio a Putin competerà inaugurare, seppure facendo una breve apparizione.










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