La Protezione animali svizzera mette on line un filmato che documenta come vengono uccisi i cani per permettere la produzione di pellicce. Le bestie vengono introdotte in un recinto, bastonate e spellate
Roma, 15 ottobre 2007 - Se non ci fosse un video a testimoniarlo (sul sito http://www.petatv.com/tvpopup/Prefs.asp?video=fur_farm ) sarebbe da non credere. Per la ferocia, la crudezza, la cattiveria che un essere umano può raggiungere ai danni di un animale.
In Cina migliaia di cani vengono scuoiati vivi: sono infatti considerati animali da pelliccia e quindi utilizzati nell'industria. I cani vengono tenuti in cattività, poi - al momento giusto - introdotti in un recinto, bastonati e spellati. Una crudeltà ulteriore giustificata motivi di natura economica: non c'è bisogno di spendere soldi per proiettili o veleno. Contro questa assurda pratica è in corso una raccolta di firme su internet che si affianca al video realizzato e prodotto da Swiss animal.
L'85% delle pellicce in commercio proviene dai cosiddetti allevamenti di animali da pelliccia. La Cina è il maggior esportatore di articoli di vestiario in pelliccia. Secondo le indicazioni dell'industria delle pellicce, la Cina è anche il maggior produttore e trasformatore di pellicce a livello mondiale. Volpi rosse ed artiche, cani procioni, visoni e conigli rex sono allevati in Cina per produrre pellicce. Manovalanza a basso costo ed assenza di regolamenti restrittivi nel campo della protezione degli animali e dell'ambiente facilitano, e rendono conveniente, la loro produzione e lavorazione.
Lo scenario, descritto dalla Protezione animali svizzera, spiega anche che l'uccisione è orribile. Per verificarlo, basta guardare le foto e i video che si trovano sul sito: descrivono volpi, cani selvatici o cani procioni colpiti alla testa con un bastone, o sbattuti con violenza a terra, per ucciderli senza che sia danneggiata la loro pelliccia. Gli animali sono poi appesi, a testa in giù, ad un montante. "Quindi vengono loro squarciati il basso ventre e le zampe posteriori. Molti animali - così ancora gli ambientalisti svizzeri - sono soltanto storditi e ritornano coscienti durante la scuoiatura o dopo che è stata loro strappata la pelliccia. L'agonia dura, in questi casi, da cinque a dieci minuti".
Immediata la presa di posizione dei gruppi animalisti italiani dopo la diffusione del video-choc su internet: dalla Lav, che chiede di abolire il commercio dipelli provenienti dalla Cina, agli animalisti che chiedono il boicottaggio delle Olimpiadi. Il sottosegretario all'Economia Paolo Cento (Verdi) ha spiegato che invierà "una lettera all'ambasciata cinese a Roma per sollecitare la fine dell'uso degli animali a fini commerciali utilizzando peraltro pratiche trucide e incivili".
La ricetta resterà la stessa, ma i i consumatori britannici non potranno più comprare un Andy Warhol per pochi spiccioli, negli Usa invece resta la solita etichetta, immutata dal 1898 Commenta