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Esteri

PROTESTA IN BOLIVIA

Le prostitute si cuciono la bocca:
"No alla chiusura dei bordelli"

Da lunedì scorso le lucciole di El Alto sono in sciopero della fame dopo che le autorità locali hanno fatto chiudere i 20 postriboli della cittadina

giro di lucciole La Paz, 25 ottobre 2007 - Le prostitute di El Alto, città boliviana vicino alla capitale La Paz, protestano e sono da lunedì scorso in sciopero della fame contro la chiusura dei bordelli, decisa la scorsa settimana dalle autorità locali. Per ottenere la riapertura di almeno uno dei 20 postriboli chiusi, tre prostitute hanno deciso di farsi cucire la bocca.

 

"La gente deve capire che abbiamo bisogno di lavorare" ha spiegato Lily Cortez, ricordando che martedì notte tante colleghe sono finite in una retata della polizia perchè adescavano i clienti sul marciapiede.
La decisione di chiudere i bordelli di El Alto è stata decisa la scorsa settimana, in seguito alla violenta protesta della popolazione locale che, infuriata, ha preso di mira le decine di locali dove il cliente paga in media il corrispondente di 2,5 dollari.


Ricordando che la prostituzione «non è proibita in Bolivia», la Cortez ha aggiunto: «esigiamo giustizia e rispetto, la nostra dignità non può essere calpestata e i colpevoli di tanta violenza non devono rimanere impuniti».










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