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PASSAGGIO A NORD OVEST

Spedizione americana per le nuove rotte del Polo Nord

Nella prossima primavera una base verrà installata a Barrow, la cittadina più a nord degli Usa, per monitorare il comportamento delle acque libere dal ghiaccio. Ma anche Russia, Canada e Danimarca reclamano il fondale marino come parte della loro piattaforma continentale

                                                                        di Luca Bolognini

Ghiacciai Polo Nord New York, 25 ottobre 2007  – Lo scioglimento dei ghiacci apre nuove rotte. Una squadra di esperti della guardia costiera americana partirà oggi per effettuare una ricognizione di una settimana attorno al Polo Nord e cercare di capire quali potrebbero essere i nuovi corridoi che il riscaldamento globale potrebbe presto sbloccare.

Nella prossima primavera una base verrà installata a Barrow, la cittadina più a nord degli Usa da dove partirà la spedizione di oggi, per monitorare il comportamento delle acque libere dal ghiaccio. “E’ una nuova area da sorvegliare attentamente. In questa prima missione – spiega Arthur Brooks, comandante del distretto dell’Alaska per la guardia costiera - cercheremo di tracciare un primo quadro della situazione e vedere se ci sono navi che stanno già sfruttando queste nuove rotte”.

L’assottigliamento dei ghiacci ha reso i viaggi lungo la costa nord incredibilmente attraenti. Navi cisterna e da crociera stanno cominciando ad avventurarsi in un territorio che una volta era esclusivamente percorso da cacciatori e ricercatori. Secondo alcuni studi, i ghiacci si stanno scaldando più rapidamente rispetto al resto del pianeta e nuove rotte potrebbero essere aperte nell’Artico in meno di dieci anni. Solo fino a pochi anni fa, gli scienziati affermavano che ci sarebbe voluto almeno un secolo.

Ma oltre che nuovi corridoi, il riscaldamento globale potrebbe anche aprire le possibilità di sfruttare le enormi risorse petrolifere dell’area. “Il traffico – sottolinea Brooks – crescerà certamente e dobbiamo essere pronti”.

La base di Barrow, che si appoggerà a una struttura preesistente, sarà inizialmente stagionale e dovrebbe diventare permanente in pochi anni. “Stiamo muovendo i primi passi. Penso che la guardia costiera si doterà presto di un elicottero, piccole imbarcazioni da riporto e uno speciale aereo da ricognizione per aiutare le navi nei momenti di difficoltà, sorvegliare l’area ed effettuare missioni di salvataggio”.

Brooks ha detto di essersi già messo in contatto con la sua controparte russa per affrontare congiuntamente la crescita del traffico sullo stretto di Bering e spera di poter cooperare con Mosca anche per controllare i confini artici.

Il Polo Nord potrebbe presto diventare terreno di scontro. In agosto, Mosca ha spedito dei sottomarini per piantare la bandiera russa al Polo Nord e anche Canada e Danimarca stanno cercando di reclamare le acque che circondano il Polo. Tutte e tre le nazioni reclamano il fondale marino come parte della loro piattaforma continentale secondo quanto stabilito dalla convenzione del diritto del mare delle Nazioni Unite del 1982.

Gli Stati Uniti hanno a lungo snobbato il trattato che riconosce la sovranità di uno stato sulla piattaforma continentale per 200 miglia nautiche. Bush ora sta spingendo il Senato per ratificare la convenzione e unirsi ad altre 150 nazioni.

Di Luca Bolognini










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