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INFERNO EX BIRMANIA

Dopo la strage, torna la protesta
Almeno cento bonzi sfilano cantando

Sfilano nel Nord del Paese: è la prima volta dalle violente repressioni delle manifestazioni anti-governative dello scorso mese. Intanto il regime rilascia sette membri del partito d'opposizione arrestati durante gli scontri. Nuova denuncia: arruolati bimbi di 10 anni Commenta

Myanmar, pagoda Shwedagon Rangoon (Birmania), 31 ottobre 2007 -  Un centinaio di monaci buddisti sono scesi di nuovo in strada, intonando canti, nel nord della Birmania, per la prima volta dalle violente repressioni delle manifestazioni anti-governative dello scorso mese. Lo riferiscono testimoni locali.

I monaci, che hanno sfilato recitando preghiere per circa un'ora, sono partiti dalla pagoda Shwegu, a Pakokku, un centro con oltre 80 monasteri, che si trova a oltre 600 chilometri a nord ovest di Rangoon.
La manifestazione si è svolta senza incidenti, hanno detto due monaci contattati telefonicamente, che hanno parlato in condizione di anonimato.

 

SOLDATI BAMBINI

La giunta militare del Myanmar arruola bambini, anche di 10 anni appena, nel suo esercito. È la nuova denuncia lanciata contro la dittatura birmana, dopo la sanguinosa repressione del pacifico movimento di protesta guidato dai monaci buddisti, fatta da Human Right Watch in un rapporto in cui si afferma che i militari stanno ricorrendo ai bambini soldati per fronteggiare «la continua espansione dell'esercito, l'alto tasso di diserzione e la mancanza di volontari».


«Reclutatori militari e mediatori civili ricevono premi in denaro ed altri incentivi per ogni nuova giovane recluta» si legge ancora nel rapporto dell'associazione per i diritti umani statunitense dal titolo «Venduti per diventare soldati:il reclutamento e l'uso dei bambini soldato in Birmania» .
Da Yangoon, la giunta si difende negando tutte le accuse che sarebbero « un altro esempio di rapporti di parte di questa organizzazione, che si basa su accuse senza fondamento e bugie esagerate da parte di gruppi di insorti sul confine».

 SETTE RILASCI

La giunta militare birmana ha rilasciato ieri sera sette membri del partito d'opposizione guidato da Aung San Suu Kyi che erano stati arrestati in seguito alle recenti manifestazioni pro-democrazia ed erano detenuti da oltre un mese.
Lo ha riferito la Lega nazionale per la democrazia.
Queste ultime scarcerazioni giungono quando l'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Birmania, Ibrahim Gambari, sta per recarsi di nuovo nel paese per tentare di ravvicinare il governo e l'opposizione.

 

I sette membri della Lega per la democrazia erano detenuti nel carcere di Insein a Rangoon, secondo Nyan Win, portavoce del partito. Un altro portavoce della Lega, Myint Thein, figura tra i prigionieri scarcerati.
Secondo un terzo portavoce, Han Tha, tra i trecento membri del partito arrestati dopo le manifestazioni represse violentemente dalla giunta a fine settembre, 150 sono ancora detenuti.


Il governo ha annunciato che tremila persone sono state arrestate in relazione alle manifestazioni guidate dai monaci buddisti. La maggior parte delle persone arrestate sono state rilasciate, ma numerosi informazioni riferiscono di maltrattamenti durante la loro detenzione.

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