• CINEMA
  • BENESSERE
  • INCONTRI
Mooovie
Dieta Club
trova l'anima gemella
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

Esteri

PER MOTIVARE LE TRUPPE USA

Il Pentagono: "Ok a Playboy nelle basi militari"

Approvata la vendita di alcune riviste hard, ma l'apposita commissione ne ha bocciato altre centinaia. Insorgono i gruppi conservatori e di ispirazione religiosa: "E' una offesta e un rischio per le soldatesse".

Pamela, coniglietta su Playboy New York, 6 novembre 2007 – Donne e carri armati. Per avere truppe sempre più motivate il Pentagono le sta studiano davvero tutte e così ha deciso di approvare la vendita di riviste hard, come “Playboy”,Penthouse” o “Playmates In Bed”, nelle basi militari, nonostante le veementi proteste da parte dei gruppi di ispirazione religiosa.


Una commissione interna aveva ricevuto l’incarico di giudicare quali pubblicazioni ledessero la legge sull’onore e la decenza militare siglata nel 1996, che proibiva la vendita di qualunque “materiale dal carattere esplicitamente sessuale”. La commissione ha concluso che, siccome buona parte del contenuto di queste riviste non era pornografico, non potevano essere descritte, nella loro interezza, come “esplicitamente sessuali”.


Se Playboy ce l’ha fatta, altre pubblicazioni come “Girls’ Night In” e “Blonde and Beyond” non oltrepasseranno il filo spinato. Sulle 473 riviste esaminate, il 67 per cento è stato giudicato “non conforme”. La legge del 1996 definisce film o riviste “esplicitamente sessuali” quei materiali in cui le immagini o le descrizioni delle altrui grazie sono il “tema dominante”. Un parametro che lascia ampi margini di interpretazione.

Come la commissione abbia infatti deciso l’inammissibilità di 317 riviste resta un mistero. Forse avranno seguito i consigli di Potter Stewart, ex giudice della Corte Suprema, che soleva dire: “Riconosco la pornografia non appena la vedo”.


La decisione del Pentagono ha immediatamente scatenato le reazioni dei gruppi più conservatori, che in mano ai loro soldati, invece di “riviste lascive”, vorrebbero vedere solo mitra e bazooka.

L’Alliance Defence Fund ha fatto pressione sul Pentagono affinché bandisse anche le altre 156 pubblicazioni che avevano superato il vaglio, sostenendo che la loro circolazione potrebbe incitare i soldati a commettere atti di violenza sessuale. "Loro dicono che non si tratta di ‘materiale esplicitamente sessuale’, ma noi diciamo che è pornografia”, afferma Donald Wildmon, presidente della American Family Association, un gruppo di impronta cristiana. E assieme all’Adf, coloro che si oppongono alla decisione della commissione hanno lanciato una campagna di protesta inondando di e-mail il Congresso per “costringere il Pentagono ad obbedire alla legge”.

Una portavoce di Roscoe Bartlett, il deputato del Congesso che sponsorizzò la legge nel 1996, ha detto al Times che le “basi militari sono ambienti chiusi in cui vivono anche famiglie e bambini. Queste riviste – ha aggiunto - trattano le donne come oggetti sessuali ed è un offesa, nonché un rischio, per le nostre soldatesse, che potrebbero essere vittime di abusi da parte dei loro commilitoni”. In parole povere, le truppe che esportano la democrazia nel mondo e che difendono la libertà degli altri popoli con la loro vita non hanno il diritto di scegliere quello che vogliono leggere.



A difesa delle conigliette e dei loro ammiratori in uniforme sono comunque in molti e il sito della Adf è stato preso d’assalto da numerosi blogger. “A centinaia di migliaia di uomini non è permesso di essere omosessuali e ci si aspetta che rimangano fedeli alle loro mogli. E ora volete anche proibire la pornografia?”, scrive uno di loro. “I filmati e le riveste hard – conclude un altro – sono una valvola di sfogo per chi è costretto a vivere in un ambiente chiuso, non potete abolirli”.

di Luca Bolognini










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

FOTO DEL GIORNO

pilar pacheco, soldatessa posa seminuda

Pilar, soldatessa spagnola
seminuda in prima pagina

E' la prima militare spagnola ad aver posato 'senza veli' per la copertina della rivista "Interviù". "Il reportage ha fatto scalpore nella mia caserma, i miei compagni sono entusiasti", racconta

LEGGI LA NOTIZIA