I soccorsi, che stanno cercando di mettere in salvo i 13 uomini dell'equipaggio, sono messi in difficoltà dalle avverse condizioni del tempo. Secondo un sito internet russo, gli uomini si troverebbero a poppa della petroliera con i motori accesi, per mantenere a galla la parte dello scafo in cui si trovano
MOSCA, 11 NOVEMBRE 2007 - Emergenza ambientale nello stretto di Kerch -tra il Mar Nero e il Mare di Azov- che separa la Russia dall'Ucraina, per il naufragio di due petroliere nelle acque in tempesta. Un primo cargo russo della società Volganeft si è spaccato in due tronconi mentre era all'ancora in porto e ha riversato in mare 1.300 tonnellate di petrolio.
I tredici membri dell'equipaggio, che hanno trovato riparo nella parte posteriore della nave, non sono in pericolo di vita ma gli aiuti faticano ad arrivare per le cattive condizioni del tempo.
Tre rimorchiatori, due russi e uno ucraino, stanno partecipando ai soccorsi. "Circa 1.300 tonnellate di petrolio sono fuoriuscite" dopo che la poppa si è staccata dall'autocisterna, di proprietà della compagnia russa Volga-neft, in questa zona che separa la Crimea (sud dell'Ucraina) dalle coste russe, ha precisato. L'autocisterna era ancorata quando si è spezzata in due.
L'incidente è avvenuto all'alba verso le 4.45 ora di Mosca (le 2.45 italiane)
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