Berlino, 15 novembre 2007. - Lo sciopero ferroviario più imponente nella storia della Germania, indetto ieri per 62 ore dai macchinisti ed esteso dalle due di questa mattina dal traffico merci a quello passeggeri, sta paralizzando la Germania e creando enormi ingorghi sulla rete autostradale.
L'Automobil Club tedesco (Adac) ha registrato già nelle prime ore della mattinata un incremento del traffico del 30 per cento intorno ai centri urbani di Amburgo, Colonia, Monaco di Baviera e nell'enorme bacino industriale della Ruhr, con lunghissime code di automezzi.
Il sindacato macchinisti (Gdl) ha comunicato che all'astensione dal lavoro hanno aderito 3.070 iscritti: in servizio soltanto due terzi degli Intercity, la metà dei treni regionali e soltanto il 15 per cento dei convogli nei cinque laender tedesco-orientali, dove il Gdl è particolarmente organizzato. In effetti nella parte occidentale del Paese molti macchinisti con lo status di «Beamten», funzionari dello Stato illicenziabili, non godono del diritto di sciopero, mentre i loro colleghi più giovani, pur sindacalizzati, non hanno lo stesso privilegio contrattuale e possono scioperare.
Nell'ex Ddr sono pochissimi i «Beamten» in servizio nelle ferrovie, mentre la stragrande maggioranza degli assunti dopo il crollo del regime comunista non ha ottenuto questo status privilegiato che proprio per i suoi oneri lo Stato tedesco sta costantemente riducendo anche nelle altre amministrazioni.
Lo sciopero sta creando effetti fortemente negativi nel settore del trasporto merci che ha subito la cancellazione del 40 per cento del servizio su base nazionale. Nel porto di Amburgo, nodo cruciale per l'import e l'export, si è mosso un treno su due; soltanto un treno è arrivato nel porto di Lubecca, sui sei previsti. «Abbiamo seri problemi», ha dichiarato Rolf Klein, portavoce della società che gestisce tutte le attività portuali a Lubecca.
Nel frattempo lo scontro tra il presidente della Deutsche Bahn, Hartmut Mehdorn, e quello del sindacato Gdl, Manfred Schell, va avanti con botte e risposte durissime. Oggi le Ferrovie hanno pubblicato inserzioni a tutta pagina sui più grandi giornali, in cui invitano Schell a porre fine «alla pazzia» (dello sciopero, ndr).
Di rimando il presidente del sindacato ha spiegato in televisione che se necessario i macchinisti sono pronti a scioperare a oltranza fino a Natale, poichè «non è più accettabile che un macchinista tedesco guadagni 1.200 euro al mese».
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