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Esteri

VERTICE OPEC

Chavez cita Cristo e si fa il segno della croce
davanti a re Abdallah e ai dignitari sauditi

Non era mai successo nel Paese dove si trovano i principali luoghi santi dell'islam, la Mecca e la Medina. Il presidente del Venezuela ha poi lanciato un avvertimento agli Stati Uniti: se attaccate l'Iran o il Venezuela il prezzo del barile di petrolio schizzerà a 200 dollari

hugo chavez Ryad, 17 novembre 2007  - Anche in occasione dell'apertura del terzo vertice dell'Opec, l'organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, il presidente venezuelano, Hugo Chavez, non è passato inosservato. Tutt'altro. Prima di iniziare il discorso d'inaugurazione del vertice, in un lussuoso centro conferenze della capitale saudita, Chavez si è fatto il segno della croce, evento senza precedenti nel Paese dove si trovano i principali luoghi santi dell'islam, la Mecca e la Medina.

 


Nel corso del suo intervento, durato 25 minuti, Chavez ha citato due volte Cristo, senza preoccuparsi della presenza dei principali dirigenti sauditi, tra cui il re Abdallah, il cui titolo ufficiale è "servitore delle due sacre moschee" e gli altri leader dei dodici Paesi esportatori di petrolio, tra cui Iran, Iraq, Algeria, Emirati Arabi e Libia.
"Sappiamo che l'unico cammino verso la pace - come ha detto Cristo - è la giustizia", ha affermato il presidente venezuelano. 

 
CHAVEZ: SE USA ATTACCA IRAN O VENEZUELA PETROLIO A 200 USD

 

Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, ha lanciato un avvertimento agli Stati Uniti: se attaccate l'Iran o il Venezuela il prezzo del barile di petrolio schizzerà a 200 dollari. Chavez sta partecipando a Ryad, in Arabia Saudita, al terzo vertice dell'Opec, l'organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio.

 

"Se gli Stati Uniti si dimostrano pazzi da attaccare l'Iran o attaccare nuovamente il Venezuela, il prezzo del petrolio potrebbe raggiungere i 150 dollari o anche i 200 dollari", ha detto Chavez, in occasione di un discorso all'apertura del terzo vertice dell'Opec in corso a Ryad. "Il petrolio è la fonte di tutte le aggressioni" nel mondo, ha proseguito il presidente venezuelano, aggiungendo che questa è la "ragione principale" della guerra in Iraq e delle minacce contro l'Iran.

 

L'Opec oggi è forte, più forte di quanto non lo è mai stato in passato", ha affermato. L'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio "dovrebbe trasformarsi in un agente geopolitico attivo", ha aggiunto, stando alla traduzione in inglese del suo discorso.

 

Per il padrone di casa, il re Abdallah il petrolio non deve trasformarsi "in strumento di conflitto". Secondo il sovrano, l'Opec ha "due obiettivi principali: la protezione degli stati membri e dell'economia mondiale" e si oppone" alle perturbazioni inattese dei prezzi del petrolio".

 

Il re saudita ha anche annunciato la creazione di un fondo di 300 milioni di dollari per la tutela dell'ambiente finanziato dall'Arabia Saudita. "Annuncio che il regno contribuirà con 300 milioni di dollari la creazione di un programma per finanziare studi sull'ambiente, l'energia ed il cambiamento climatico", ha detto.










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