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Esteri

RISCHIO DI FURTI D'IDENTITA'

La posta inglese 'smarrisce'
i dati fiscali di 25 milioni di persone

Lo ha ammesso il cancelliere delle Finanze Alaistair Darling: un funzionario del fisco di Washington ha spedito dati riservati attraverso un corriere e il pacchetto con gli hard disk non aveva alcun numero di registrazione che permettesse di seguirne il percorso Commenta

alastair darling (tratto da internet) Roma, 21 novembre 2007 - "Lost in the Post", smarriti dalla posta: se già una lettera che subisca tale fato può essere una seccatura, peggio ancora due hard disk contenenti i dati fiscali di 25 milioni di cittadini britannici, esposti ora al rischio di truffe bancarie e furti di identità.


Come riporta il quotidiano britannico The Independent, l'ammissione di quanto accaduto è stata fatta dal Cancelliere delle Finanze Alastair Darling (nella foto) alla Camera dei Comuni, e sebbene il Ministro abbia declinato ogni responsabilità del governo la prima testa a rotolare è stata quella del responsabile del fisco, Sir Paul Grey.
Darling ha sottolineato come non vi sia alcun errore nelle procedure di sicurezza: piuttosto, queste non sono state rispettate.

 

Secondo quanto reso noto dal Ministero, un funzionario del fisco di Washington, Tyne and Wear ha spedito all'ufficio centrale di Londra - contro ogni protocollo di sicurezza - i dati riservati attraverso il corriere che gestisce la posta interna del Ministero; inoltre, il pacchetto con gli hard disk non aveva alcun numero di registrazione che permettesse di seguirne il percorso.


Il funzionario non ha poi avvisato subito i superiori perché ha pensato a un ritardo postale dovuto al recente sciopero o dal trasloco di alcuni uffici del fisco tra cui quello al quale era stato indirizzato il pacchetto, inviato lo scorso 18 ottobre: solo l'8 novembre scorso il Ministero ha avuto notizia di quanto accaduto e ha avvisato le banche perché tenessero d'occhio "attività potenzialmente sospette".


Le ricerche immediatamente avviate dai servizi segreti non hanno avuto esito: sebbene Darling abbia sottolineato come non vi sia alcuna prova che i dati siano finiti nelle mani sbagliate, le autorità temono una corsa in massa alle banche per cambiare i numeri di conto corrente, La vicenda può avere ripercussioni anche sul progetto del governo di creare una carta di identità.

 Secondo l'opposizione conservatrice infatti quanto accaduto prova l'incapacità dei Ministero di custodire adeguatamente le informazioni riservate necessarie.

  • 21/11/2007 13:20

    Ormai tutto il mondo è paese. Non c'è settore della vita odierna dove non regni la faciloneria, la mancanza di professionalità e il pressapochismo.
  • 22/11/2007 02:01

    Si dice che in Italia siamo pressappochisti, ma anche oltremanica non si scherza... Biluè
  • Sono presenti 2 commenti
 

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