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Esteri

PAKISTAN

Il Commonwealth ha sospeso Islamabad

Il segretario generale: "Una commissione di ministri degli Esteri ha sospeso il Pakistan dai consigli del Commonwealth in attesa del ripristino della democrazia e dello stato di diritto nel Paese"

Pervez Musharraf Kampala, 22 novembre 2007  -  Il Pakistan è stato sospeso dal Commonwealth (53 Paesi) al termine della scadenza di un ultimatum che riguarda in particolare la revoca dello stato d'emergenza proclamato il 3 novembre in questo Paese. Lo ha annunciato l'organizzazione, alla vigilia di un vertice di capi di Stato a Kampala.

 


"Il Cmag (gruppo ministeriale d'azione del Commonwealth) ha sospeso il Pakistan con effetto immediato dal Consiglio del Commonwealth, in attesa del ripristino della democrazia e dello stato di diritto" in questo Paese, ha annunciato il segretario generale del Commonwealth, Don McKinnon, leggendo il comunicato finale del Cmag dinanzi alla stampa a Kampala.

 

La sospensione è in gran parte simbolica. Priva in particolare il Pakistan della partecipazione alle riunioni e alle attività intergovernative dell'organizzazione, oltre ai suoi programmi di aiuto. "Il Cmag si è trovato d'accordo sul fatto che nonostante i progressi (compiuti) dal Pakistan dalla sua ultima riunione, la situazione continua a rappresentare una violazione seria dei valori politici fondamentali del Commonwealth", ha spiegato McKinnon, "Il Cmag si rammarica che il governo pachistano non sia riuscito ad adottare le misure necessarie citate nella dichiarazione del Cmag al termine della riunione del 12 novembre".

 

"Lo stato di emergenza non è stato revocato, la costituzione e l'indipendenza della magistratura non sono state ripristinate e i diritti fondamentali e l'autorità della legge restano limitati".

Il gruppo si rammarica che nonostante le ripetute richieste del Commonwealth, il capo dello Stato pachistano Pervez Musharraf non abbia ancora lasciato le sue funzioni alla guida dell'esercito.

Il comunicato "ribadisce la sua forte implicazione a restare impegnato con il Pakistan (...) e aiutare il ritorno della democrazia in questo Paese".

 

Arrivato questa sera a Kampala, il primo ministro britannico Gordon Brown ha elogiato la decisione dei ministri del Commonwealth, da lui ritenuta "chiara e necessario". "Lavoreremo con il Pakistan e il Commonwealth per garantire che il Pakistan torna al rango che gli è dovuta nel Commonwealth quando le misure necessarie saranno state adottate", ha affermato in una nota.

 

Musharraf, rieletto il 6 ottobre a suffragio indiretto in un'elezione contestata dall'opposizione dinanzi alla Corte suprema, ha proclamato il 3 novembre lo stato di emergenza ed ha sospeso la costituzione, dopo oltre otto mesi di crisi politica.

 

Aveva invocato la guerriglia islamista e l'ingerenza del potere giudiziario nella lotta contro il terrorismo. Nel corso di una riunione del Cmag tenutasi a Londra il 12 novembre, il Commonwealth aveva lanciato un ultimatum di dieci giorni a Musharraf, minacciando di sospendere il Pakistan se lo stato di emergenza non fosse revocato e i diritti civici restaurati.

 

L'Organizzazione Human Rights Watch (Hrw) si è rallegrata per la decisione del Commonwealth di sospendere il Pakistan. Il Commonwealth - 53 paesi, fra cui il Regno Unito e la maggior parte delle sue ex colonie - aveva già sospeso il Pakistan per cinque anni, dopo il colpo di Stato con cui il generale Musharraf si era impadronito del potere nel 1999.










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