Bali (Indonesia), 15 dicembre 2007 - La conferenza Onu di Bali ha raggiunto oggi un accordo per negoziare entro la fine del 2009 un piano di contrasto al riscaldamento planetario.
L'intesa ha seguito il via libera degli Stati Uniti, in linea di principio contrari alla definizione di vincoli obbligatori sulle emmissioni di gas serra.
Per due settimane a Bali era stato impossibile raggiungere un accordo. A pesare era stata soprattutto una contrapposizione tra i Paesi dell'Ue e gli Stati Uniti.
I Ventisette hanno spinto per l'introduzione di limiti vincolanti alle emissioni di gas serra, ritenuti i principali responsabili dei cambiamenti climatici. Gli Usa sono stati il punto di riferimento di un gruppo di Paesi contrari a quote di Co2 obbligatorie.
COME IN UN FILM
Come in un film, la svolta a Bali è venuta per mano - o meglio per voce - dei più piccoli. A ricostruire le cronache di una giornata ricca di tensioni, il merito del via libera statunitense all'intesa sul clima sembra essere di un attivista americano che rappresentava Papua Nuova Guinea e a un tratto ha scelto di sfidare la delegata Usa Paula Dobriansky.
"Se non volete essere da guida e non volete venirci dietro, allora levatevi dai piedi", ha detto dopo che un coro di fischi aveva accolto lo 'stop' del sottosegretario di stato per la Democrazia e gli Affari mondiali. La Dobrianski aveva detto che Washington non era "pronta ad accettare la formulazione presentata" e che stava ai Paesi in via di sviluppo accollarsi maggiori responsabilità.
Nel mezzo delle rumorose proteste dei delegati è venuto il monito del rappresentante della nazione oceanica che conta meno di 4 milioni di abitanti e qualcosa si è smosso nella diplomazia americana. Cinque minuti dopo, quando la conferenza sembrava destinata al fallimento. la Dobriansky ha annunciato l'ok degli Usa.
Parole che sono state accolte da grida di gioia e lacrime.
Il ministro indiano della Scienza, uno dei più critici nei confronti di Washington, ha pubblicamente ringraziato gli Stati Uniti: "siamo convinti che il loro impegno per combattere il cambiamento climatico si pari a quello del resto del mondo", ha detto, sdoganando la Casa Bianca nel club del 'volenterosì.
Il premio, ottenuto per 'Quarto potere', era stimato tra gli 800mila e 1,2 milioni di dollari: forse un prezzo troppo alto. Venduto invece il copione del film per 97.000 dollari