Concord (Stati Uniti), 9 gennaio 2008 - Contro tutti i sondaggi, e a dispetto della sconfitta subita nei caucus dello Iowa del 3 gennaio scorso, Hillary Rodham Clinton ha vinto le primarie democratiche nel New Hampshire, Stato dove i risultati sono in genere considerati indicativi di quello che sarà l'esito delle presidenziali Usa.
Con il 95 per cento delle schede scrutinate, l'ex 'first lady' ha ottenuto il 39 per cento contro il 37 del rivale più accreditato, Barack Obama, vincitore la settimana scorsa nel MidWest. In New Hampshire, ha detto la Clinton ai sostenitori a Manchester, ''ho il cuore che mi esplode nel petto". Bill l'ha accompagnata sul palco, ma poi è sceso e l'ha lasciata sola: un altro segnale di un cambio di rotta strategico rispetto all'Iowa. "Ho ascoltato il vostro messaggio - ha detto - e grazie a voi ho ritrovato il mio cuore".
Gli indecisi (un elettore su sette ha scelto ieri per chi votare) le hanno dato una chance, soprattutto le donne. Ha contribuito forse la sua insolita manifestazione di fragilità di fronte alle telecamere, lunedì mattina quando ha pianto o quasi parlando della sua passione per la "politica dei fatti", criticando "la politica delle belle parole" di Obama. Quelle lacrime, diventate un tormentone mediatico, sono diventare un nuovo tema della campagna elettorale: il cuore di Hillary, la lady di ferro che fino ad oggi si è nascosta sotto l'armatura della sua esperienza.
In campo repubblicano, successo del veterano John McCain, anch'egli con il 37 per cento dei voti, a spese del mormone Mitt Romney, fermatosi al 32 per cento, e del vincitore nello Iowa, il predicatore battista Mike Huckabee, all'11 per cento. Ancora più duro il responso del voto per l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani, solo quarto.
Adesso i contendenti guardano già alla South Carolina. Sarà il primo grande Stato, e il primo del Sud, a pronunciarsi nella corsa degli aspiranti candidati alla casa Bianca: primarie il 19 per i Repubblicani e il 26 per i Democratici.
Prima, una tappa intermedia per entrambi gli schieramenti: il Michigan il 15 per i Repubblicani (le primarie sono previste anche i Democratici, ma degradate a semplice consultazione) e il Nevada il 19 per i Democratici. Verifiche comunque importanti, in attesa della South Carolina, il trampolino verso il 'supermartedì' del 5 febbraio, con primarie in 22 Stati.
Il premio, ottenuto per 'Quarto potere', era stimato tra gli 800mila e 1,2 milioni di dollari: forse un prezzo troppo alto. Venduto invece il copione del film per 97.000 dollari