New York, 14 gennaio 2008 - E' stato accolto da alcuni fischi ed epressioni di dissenso il discorso di Hillary Clinton a New York, all'evento in memoria di Martin Luther King svoltosi oggi. Tra il pubblico, per la maggior parte composto da afroamiricani, alcuni non hanno evidentemente perdonato i commenti della senatrice democratica, candidata alla Casa Bianca, sul leader dei diritti civili, rilasciati la settimana scorsa durante un comizio per attaccare il rivale Barack Obama, e che hanno scatenato un putiferio di polemiche.
"Il sogno di Martin Luther King - aveva detto la Clinton durante un discorso in New Hampshire - è stato realizzato quando il presidente Lyndon Johnson ha approvato la legge sui diritti civili nel 1964. C'è voluto un presidente per realizzarlo".
Apparentemente la senatrice cercava solo di sottolineare la presunta poca concretezza del rivale Obama, le cui "belle parole" non farebbero seguito ad un azione politica concreta - come quella di Johnson con la firma del Civil Rights Act.
Nonostante le successive precisazioni, il paragone ha scosso molti esponenti della comunità afroamericana, come James Clyburn, deputato di Charleston e afroamericano più in vista del Congresso, secondo il quale sarebbe stata in questo modo offesa la memoria degli attivisti nella battaglia dei diritti civili, primo fra tutti il reverendo King. Obama da parte sua ha definito il commento dell'ex first lady "poco saggio", mentre la Clinton ha ribattuto accusandolo di aver strumentalizzato le sue parole.
Il premio, ottenuto per 'Quarto potere', era stimato tra gli 800mila e 1,2 milioni di dollari: forse un prezzo troppo alto. Venduto invece il copione del film per 97.000 dollari