Giacarta, 27 gennaio 2008 - L'ex dittatore indonesiano Suharto è morto: lo ha reso noto un membro dell'unità medica che lo aveva in cura, Christian Johannes. 86 anni ed era ricoverato in ospedale dal 4 gennaio scorso. Nelle ultime ore le sue condizioni di salute erano peggiorate.
L'ex dittatore aveva governato l'Indonesia con il pugno di ferro per 32 anni, fino al 1998.
Dopo il peggioramento delle sue condizioni di salute, decine di dottori erano accorsi ieri all'ospedale Pertamina di Giacarta.
Suharto aveva infatti perso conoscenza per la prima volta in oltre tre settimane di ricovero. L'ex dittatore era ricoverato dal 4 gennaio scorso nel reparto di terapia intensiva per problemi ai polmoni e al cuore e per deficienze renali.
TRENT'ANNI DI POTERE ASSOLUTO
Il generale Haji Mohammad Suharto nacque l'8 giugno del 1921 a Kemusuk Argamulja, in Yogyakarta, nel centro dell'isola indonesiana di Giava. Dopo avere studiato in un'accademia militare olandese e aver fatto parte delle forze coloniali dei Paesi Bassi, durante la Seconda guerra mondiale, fu comandante di battaglione nella milizia militare organizzata dalla Forza giapponese di occupazione.
Dopo la dichiarazione d'indipendenza dell'Indonesia nel 1945, le truppe di Suharto combatterono contro il tentativo olandese di ristabilire l'ex colonia. Ma la sua fama crebbe notevolmente dopo la decisione di sferrare un attacco a sorpresa alle truppe olandesi a Yogyakarta. L'attacco, che durò solo un giorno, l'1 marzo 1949, fu subito considerato come un simbolo della resistenza indonesiana contro l'Olanda.
Negli anni successivi, Suharto fece parte dell'esercito nazionale dell'Indonesia, dispiegato soprattutto a Java. Nel 1959 fu accusato di contrabbando e trasferito alla scuola militare dell'esercito in Bandung, nella parte occidentale di Java. Nel 1962 fu incaricato della divisione di Diponegoro. Durante la guerra indonesiano-malese, Suharto fu comandante della riserva strategica (Kostrad), mentre nel 1965 si schierò all'ala destra dell'esercito che si era diviso in due fazioni.
Ma il 1965 fu anche l'anno dell'inizio della sua scalata al potere. Suharto condusse un colpo di Stato militare che mise fine al governo di Sukarno e lo portò, l'anno successivo, alla presidenza del Paese. Centinaia di migliaia furono le vittime: secondo alcune stime circa 1,5 milioni di persone persero la vita. Suharto nominò personalmente il 20 per cento dei deputati della Camera, mentre il partito Golkar divenne il favorito del presidente e l'unico riconosciuto legalmente dai funzionari di governo. Tutte le manifestazioni di protesta contro la presunta corruzione degli organi locali furono represse e i manifestanti furono catalogati come criminali.
Durante il suo mandato, che tenne fino al 1998, Suharto riuscì a stabilizzare la situazione economica dell'Indonesia, stipulò forti alleanze con le potenze occidentali, fu il principale artefice dell'ingresso del paese nell'Asean e, nel 1976, ordinò l'invasione della colonia portoghese di Timor Est.
Dopo molti anni di tranquillità economica, che gli permisero di mantenere l'incarico di presidente, l'inizio della crisi asiatica del 1997 condusse rapidamente il Paese alla rovina, cosa che provocò in Indonesia forti rivolte sociali. Proprio a seguito di queste rivolte, congiuntamente alla perdita del sostegno dell'esercito, Suharto fu costretto ad abbandonare il potere nel maggio del 1998.
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