Beirut, 27 gennaio 2008 - È finita nel sangue la protesta organizzata dal partito libanese di opposizione Amal contro le continue interruzione di energia elettrica. Sette manifestanti sono stati uccisi dai colpi sparati dall'esercito che cercava di disperdere la folla. Dopo la morte del primo manifestante, gli attivisti i Amal hanno improvvisato barricate di copertoni per le strade della città e le hanno incendiate.
"Non c'entriamo niente con queste azioni" ha detto il portavoce del partito, Ali Hassan Khalil, "chiediamo alla gente di non reagire e di tornare a casa".
A causare la reazione dell'esercito sono stati gli spari di alcuni miliziani mentre il corteo attraversava i sobborghi a maggioranza sciita del sud della città, roccaforte di Hezbollah.
Orde di giovani armati di spranghe e bastoni hanno preso il controllo delle strade e dato fuoco ad alcune automobili. Una di esse è esplosa scatenando il panico.
Secondo un esponente di Amal tre vittime sono miliziani di Hezbollah, ma il primo a cadere sotto i colpi dell'esercito è stato proprio un attivista di Amal, un ragazzo di 21 anni.
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