Londra, 8 febbraio 2008 - La proposta dall'Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, di introdurre alcuni aspetti della Sharia in Gran Bretagna ha acceso gli animi nel Paese: respinta dal mondo politico, attaccata dalla stampa, ha sorpreso perfino alcuni gruppi musulmani, che si sono detti preoccupati di fronte a un'ondata di reazioni talmente violente.
In un editoriale il tabloid "The Sun" ha definito Williams "una pericolosa minaccia per la nostra nazione", affermando che i terroristi islamici vedranno "nelle sue assurde divagazioni un segno dell'indebolimento della determinazione a sconfiggere l'estremismo".
"Le reazioni sono diventate isteria", ha dichiarato Catherine Heseltine, portavoce del comitato per gli affari pubblici musulmani del Regno Unito. Secondo l'arcivescovo, ai cittadini britannici di religione musulmana dovrebbe esser consentito di risolvere di fronte a tribunali che applichino la 'sharia' le proprie controversie finanziarie e in materia di divorzio.
Le sue dichiarazioni sono state prontamente respinte dal portavoce del premier Gordon Brown, secondo il quale la legge del Regno Unito si basa su valori britannici e la sharia non può certo diventare una giustificazione per agire contro la legislazione vigente.
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