Islamabad, 18 febbraio 2008 - In Pakistan si sono chiusi i seggi per le elezioni politiche. L'affluenza, che era partita a rilento, si è via via consolidata e tre ore prima della chiusura era arrivata al 35% degli 81 milioni di aventi diritto chiamati ad eleggere la nuova Assemblea nazionale e le assemblee provinciali. Il voto è cruciale per il futuro del presidente Pervez Musharraf, per il quale il nuovo Parlamento potrebbe tentare la via dell'impeachment in relazione allo stato d'emergenza imposto a novembre per premere sulla Corte suprema e ottenere l'avallo alla rielezione.
Le violenze, iniziate la sera di vigilia del voto e proseguite sporadicamente anche durante l'apertura dei seggi, hanno fatto 14 morti, ma in gran parte del Paese non si sono registrati incidenti di rilievo.
I primi dati dovrebbero essere diffusi intorno alle 18.30 ora italiana ma un quadro complessivo lo si potrà avere soltanto martedì.
Musharraf, si è impegnato a lavorare «in totale armonia» con chiunque vinca le elezioni politiche. Il Capo dello Stato, che ha votato nella cittadella militare di Rawalpindi insieme alla madre e ad altri parenti, ha dichiarato alla tv di Stato che "la politica dello scontro sta danneggiando il Pakistan" e per questo serve una politica di riconciliazione nazionale "a cui lui è pronto a dare il suo contributo".
I leader dell'opposizione hanno già minacciato di denunciare i risultati elettorali se emergeranno brogli diffusi a favore della Lega musulmana del Pakistan-Q di Musharraf , ma il presidente li ha invitati ad "accettare serenamente l'esito delle urne. I vincitori dovranno mostrare umiltà e anche gli sconfitti devono restare sereni - ha avvertito Musharraf - bisogna che cessino subito alle contestazioni dei risultati. Io stesso mi congratulerò immediatamente con il vincitore che potrà designare il primo ministro e, qualora non abbia numeri sufficienti in Parlamento, formare una coalizione«.
Chaudhry Pervaiz Elahi della Lega musulmana pachistana, considerato il candidato premier di Musharraf, ha bocciato come «ridicole» le accuse di brogli. Però un uomo che ha detto di essere sostenitore del partito di Elahi è stato arrestato nel Pakistan meridionale perchè trovato in possesso di 500 schede elettorali.
Asif Ali Zardari, vedovo della Bhutto, ha detto al 'Times' di Londra che, di fronte ai brogli, «non avrà altra scelta» che chiamare il popolo a manifestazioni di piazza.
MUSHARRAF NON SI FA DA PARTE
Parvez Musharraf non ha intenzione di farsi da parte, a prescindere dall'esito delle elezioni. Il Presidente del Pakistan, dopo aver deposto la sua scheda, ha ssicurato di aver intenzione di collaborare col prossimo Governo: "Qualsiasi partito vinca, chiunque diventerà primo ministro, congratulazioni da parte mia. In quanto Presidente coopererò pienamente con loro".
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