Belgrado, 21 febbraio 2008 - E' esplosa al termine della grande manifestazione contro la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo la rabbia serba per la secessione di Pristina. Dopo che per le strade di Belgrado erano sfilate pacificamente decine di migliaia di persone per dire il "Kosovo è Serbia", alcune centinaia di giovani hanno attaccato le ambasciate degli Usa, della Croazia, del Belgio, della Bosnia-Erzegovina, della Turchia e del Canada. La facciata della missione diplomatica americana è stata data alle fiamme.
La polizia è intervenuta lanciando gas lacrimogeni per disperdere i dimostranti e il bilancio provvisorio parla di 32 feriti: 14 agenti, 18 manifestanti. E' stato estinto l'incendio all'ambasciata statunitense. I vigili del fuoco, intervenuti dopo l'irruzione dei manifestanti, sono riusciti velocemente a spegnere le fiamme appiccate su una facciata dell'edificio, dove si trovano gli uffici consolari, vuoti al momento dell'attacco. I manifestanti hanno poi attaccato anche una filiale Unicredit, la filiale di una banca austriaca e hanno saccheggiato un supermercato del centro.
La polizia sta cercando di riportare a fatica l'ordine. Malgrado siano intervenuti in massa le forze speciali, i manifestanti sono difficili da fermare perché si spostano rapidamente in piccoli gruppi. Mentre l'ira esplode nelle strade, nella Cattedrale di San Sava si sta chiudendo con una messa la manifestazione "il Kosovo è Serbia" iniziata nel pomeriggio. L'Italia ha riconosciuto il Kosovo: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al riconoscimento e subito dopo Belgrado ha annunciato il ritiro del suo ambasciatore da Roma.
Un corpo carbonizzato non identificato è stato trovato all'interno dell'ambasciata degli Stati Uniti a Belgrado dove manifestanti contro l'indipendenza del Kosovo hanno appiccato un incendio. Lo ha riferito la televisione Pink. La notizia non è stata ancora confermata da fonti ufficiali.
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