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Esteri

TENSIONE ALTISSIMA NEI BALCANI

L'Ue alla Serbia: "Basta violenze"
Putin sull'indipendenza del Kosovo:
"Precedente orribile per l'Occidente"

Dopo gli scontri e l'assalto all'ambasciata Usa, congelate le trattative tra Belgrado e Bruxelles. Secondo l'ambasciatore russo alla Nato si potrebbe affermare "la sostituzione della legalità internazionale con l'uso della forza". In serata l'intervento del presidente

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Poliziotti serbi davanti all'ambasciata Usa a Belgrado Roma, 22 febbraio 2008 - Sale la tensione internazionale dopo le manifestazioni che a Belgrado avevano visto quasi duecentomila serbi manifestare contro l'indipendenza del Kosovo e alcuni gruppetti attaccare e mettere a fuoco l'ambasciata statunitense e altre rappresentanze diplomatiche. L'alto rappresentante dell'Ue, Javier Solana, ha annunciato il congelamento delle trattative tra l'Unione e la Serbia finchè non cesseranno le violenze.

 

Benzina sul fuoco arriva da Mosca. La Russia ha espresso "rammarico" per gli attacchi all'ambasciata Usa e ad altre rappresentanze diplomatiche a Belgrado, ma ha sottolineato che i Paesi coinvolti dovevano conoscere i pericoli a cui andavano incontro. "Ciò che è accaduto a Belgrado può solo essere motivo di rammarico", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri russo, Mikhail Kamynin, "ma vorremmo rimarcare che le forze che hanno sostenuto l'indipendenza del Kosovo avrebbero dovuto essere consapevoli delle conseguenze di un simile passo".

 

L'ambasciatore russo alla Nato, Dmitry Rogozin, ha addirittura minacciato l'uso della forza armata per rispistinare la legalità internazionale. "Se l'Europa assume una posizione comune, o la Nato infrange il proprio mandato nel Kosovo, si troveranno in conflitto con le Nazioni Unite. A quel punto dovremo procedere con la forza bruta, in altre parole: la forza militare", aveva affermato Rogozin, ambasciatore di Mosca alla Nato. Più tardi l'agenzia ha corretto le affermazioni del diplomatico, subito riportate dai media di mezzo mondo.
Rogozin, si legge, voleva affermare che il Kosovo crea un "precedente" con cui si potrebbe affermare "la sostituzione della legalità internazionale con l'uso della forza".

 

Tafferugli si sono registrati sul ponte di Kosovska Mitrovica, la città kosovara divisa tra serbi e albanesi, con manifestanti serbi che hanno attacco la polizia dell'Onu. Intanto dalle cancellerie occidentali sono fioccate le proteste per i disordini di Belgrado. Gli Stati Uniti hanno ordinato la partenza del personale dell'ambasciata non essenziale ma non il richiamo dell'ambasciatore. Da parte sua, il premier serbo Vojislav Kostunica ha lanciato un appello e alla calma e ha avvertito che le violenze avvenute a Belgrado rischiano di compromettere gli sforzi della Serbia per impedire la secessione del Kosovo.

 

"La violenza e la distruzione stanno direttamente danneggiando la nostra lotta per salvaguardare lo Stato e gli interessi nazionali", ha spiegato il nazionalista moderato. "Purtroppo è accaduta una grande disgrazia, nelle violenze c'è stata la perdita di una vita umana", ha commentato Kostunica a proposito dei disordini in cui ci sono stati anche 130 feriti. "Mi appello a tutti i cittadini, nell'interesse della Serbia, a non causare il minimo incidente nel Paese".

 

PUTIN

L'indipendenza del Kosovo crea un "precedente orribile'' che ''si ritorcerà'' contro gli occidentali. Lo ha dichiarato a Mosca il presidente russo, Vladimir Putin, che aggiunge: "De facto fa saltare tutto il sistema delle relazioni internazionali esistente, non soltanto da molte decine d'anni, ma da centinaia di anni''.

 

Facendo riferimento ai paesi che hanno riconosciuto la proclamazione di indipendenza del Kosovo, il
presidente russo ha espresso l'opinione che la situazione avra' ''conseguenze imprevedibili''.
''Non pensano alle conseguenze di quello che fanno - ha aggiunto - alla fine e' come un bastone che ha due
estremita', e una delle estremita' un giorno li colpira' in faccia''.

 

L'AMBASCIATA ITALIANA A BELGRADO

La sede dell'ambasciata italiana a Belgrado non ha subito nessun danno, come ha confermato in diretta a SkyTg24 l'ambasciatore italiano in Serbia Alessandro Merola. "Non abbiamo subito nessun danno all'ambasciata, avevamo qualche preoccupazione per il nostro istituto di cultura che si trova tra l'Ambasciata croata e quella degli Stati uniti che sono state le più colpite. Ma anche in questo caso lo 'stellone' italiano ci ha aiutato", ha spiegato l'ambasciatore.



Sulle relazioni diplomatiche tra Serbia e Italia dopo che belgrado ha richiamarto il suo ambasciatore per consultazioni, Merola precisa che "non si sono interrotte, c'è solo un raffreddamento momentaneo". Per quanto riguarda l'Italia, attualmente non "ho avuto nessun tipo di istruzioni di rientrare e non è stato chieso neanche dal governo serbo, che ha chiesto informalmente ai ministri di non ricevere per il momento gli ambasciatori dei Paesi che hanno riconosciuto il Kosovo". Furiosa, invece, la Croazia per gli attacchi alla sua ambasciata a Belgrado.










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