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IRAQ

L'esercito turco attacca via terra il Kurdistan

Dopo averlo minacciato per mesi Istanbul ha passato il confine Nord iracheno con le truppe, che segue due mesi di bombardamenti. L'obiettivo è quello di sgominare le basi del Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan

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Turchia Istanbul, 22 febbraio 2008  - Lo hanno fatto. Dopo averlo minacciato per mesi la Turchia ha passato il confine Nord iracheno con un attacco di terra, che segue due mesi di bombardamenti. L'obiettivo, ormai noto, è quello di sgominare le basi del Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che trovano rifugio in nord Iraq e secondo molti anche protezione presso il governo della Regione autonoma curda del Nord Iraq, guidato da Massoud Barzani.

 


L'operazione è iniziata ieri sera, con il buio e il gelo. In questo momento oltre confine ci sono 10mila uomini, che sono penetrati in territorio nord iracheno per oltre 10 chilometri. L'ingresso è avvenuto principalmente dalle zone di Hakkari a Sirnak.

 

Le operazioni militari si stanno concentrando nella zona di Hakurk, dove secondo l'esercito turco si concentrerebbero la maggior parte dei campi del Pkk. Rastrellamenti anche a Zap, Kandil, Rekan e Nerve.
Fonti curde non ancora confermate da parte turca hanno detto che sono stati sentiti colpi di artiglieria e che ci sarebbero stati diversi scontri fra i militari della Mezzaluna e membri dell'organizzazione terroristica. Sempre secondo fonti curde il campo di Ganires sarebbe già in mano turca.

 

Lo stato maggiore turco per il momento ha dichiarato che le operazioni si stanno svolgendo nel rispetto delle popolazioni civili che abitano la zona e che andranno avanti fino a quando l'obiettivo non sarà stato raggiunto. Appoggio anche dal governo.

 

Questa mattina Koksal Toptan, presidente del Parlamento e Ali Babacan, Ministro degli Esteri si sono congratulati con le forze dell'ordine turche, lasciando intendere che l'operazione potrebbe durare a lungo ed essere seguita da altre.

 

Gli Stati Uniti nel frattempo cercano di smussare la cosa come possono. Washington ha definito l'operazione "una brutta notizia" e aggiunto che è di breve durata. Dato che, per il momento, sembra essere drasticamente smentito dai fatti.

 

Smentito anche l'ambasciatore iracheno ad Ankara, che ha detto che la Turchia ha agito senza avvertire. Questa mattina l'ufficio della Presidenza della Repubblica turca, infatti, ha invitato ufficialmente Jalal Talabani, presidente iracheno e di etnia curda, in visita ad Ankara e nel frattempo ne ha approfittato per dire che il governo di Bagdad era stato preavvertito dell'operazione.

 

Nel pomeriggio è prevista una dichiarazione di Massoud Barzani, che questa mattina ha riunito il governo della Regione Autonoma curda del Nord Iraq. Jalal Talabani intanto si è spostato da Bagdad e Suleymanye.
Il Pkk è un'organizzazione separatista curda, riconosciuta da Europa e Stati Uniti come terrorista. Da mesi la Turchia minacciava un intervento di terra per sgominare le cellule più pericolse del Pkk.

 

L'intervento era guardato con scetticismo dagli Stati Uniti, timorosi del fatto che così l'unica regione relativamente tranquilla del Nord Iraq, rischia di essere destabilizzata.

 

Nei mesi scorsi la Turchia ha bombardato sei volte il territorio nord iracheno. Azioni mirate e nelle quali non sono stati coinvolti civili, e lo ha fatto sempre con l'avvallo e l'aiuto di Washington. L'azine di ieri sera potrebbe portare a una nuova evoluzione della situazione.

 

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