Istanbul, 22 febbraio 2008 - Il presidente turco Abdullah Gul, già ministro degli Esteri ai tempi del primo governo Erdogan, ha firmato la riforma costituzionale che consente alle studentesse di entrare velate in università. La riforma è frutto di un accordo-lampo fra Akp, Partito islamico moderato per la Giustizia e lo Sviluppo e Mhp, Partito nazionalista e ha rilanciato tensioni e polemiche nella società turca.
La bozza era stata approvata 13 giorni fa dal parlamento con l'ampia maggioranza di 411 voti. Prevede il cambiamento dell'articolo 10 e 42 della Costituzione. Dura la reazione dell'opposizione laica. Il Chp, il partito repubblicano del Popolo ha fatto sapere che indente ricorrere alla Corte Costituzionale per cercare di bloccare il provvedimento.
Gul ha utilizzato la maggior parte dei 15 giorni che gli concede la legge prima di firmare il provvedimento. Nel Paese la tensione è ancora alta e all'indomani del voto migliaia di persone sono scese in piazza per protestare.
Il presidente, che ha moglie e figlia velate, aveva espresso più volte parere positivo nei confronti della modifica costituzionale, dicendo che il velo è "una scelta personale che va rispettata".
Fino a questo momento le studentesse in Turchia non potevano presentarsi in ateneo con il capo velato. Non sono mancate illustri eccezioni. Proprio Kubra figlia del presidente Gul, si presentò a capo coperto insieme con la mamma Hayrunissa in'università il giorno della sua laurea, scatenando feroci polemiche da parte delle schiere laiche dello Stato.
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