Mosca, 5 marzo 2008 - Nell'arco delle prossime 24 ore l'Ucraina ha intenzione di ridurre il transito di gas diretto in Europa. Lo ha dichiarato il portavoce di Gazprom, Sergei Kupriyanov, secondo cui il governo di Kiev ridurrà le forniture a 325 milioni di metri cubici da 386 milioni di metri cubici.
Complessivamente, le esportazioni di gas di Gazprom verso l'Europa ammontano a 356 milioni di metri cubici, mentre il resto arriva dalla RosUkEnergo, compagnia contrattata a metà dalla Gazprom e dall'imprenditore ucraiano Dimitry Firtash.
NESSUN AVVISO ALL'EUROPA
L'Ucraina non ha informato la Commissione europea di alcuna riduzione sulle forniture di gas verso il Vecchio Continente. Lo ha affermato un portavoce dell'esecutivo comunitario.
"Per quello che ci riguarda - ha detto il portavoce - non abbiamo ulteriori informazioni da parte degli ucraini. Siamo in contatto con loro regolarmente e da quello che mi è stato detto le forniture non sono state influenzate in alcun modo sostanziale".
Ieri il colosso russo Gazprom ha comunicato a Bruxelles la scelta di ridurre fino al 50 per cento le forniture di gas all'Ucraina a causa di una disputa commerciale non risolta. E stamane è arrivata la notizia secondo cui Kiev avrebbe iniziato a tagliare le forniture in transito sul suo territorio verso l'Europa.
TASSE PAGATE
Gazprom ha pagato interamente le tasse di transito sul gas verso l'Europa, sottolinea il portavoce del colosso russo, rispondendo cosi' alle accuse di Kiev di non aver rispettato gli impegni.
RIPRENDERE I NEGOZIATI
Il presidente dell'Ucraina, Viktor Yushchenko, chiede in una lettera al premier Yulia Tymoshenko di riprendere le negoziazioni con la Russia dopo che ieri Gazprom ha deciso di ridurre di un'ulteriore quota del 25% le forniture di gas all'Ucraina.
L'unica soluzione possibile, scrive Yushchenko, «è la ripresa immediata delle trattative». Pertanto «esigo» che Naftogaz, la compagnia nazionale ucraina, «riceva immediatamente le direttive che riflettono le intese tra i due presidenti e che tengono conto degli ultimi sviluppi delle trattative».
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