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Esteri

IRAQ

"Monsignor Rahho è morto
I rapitori lo avevano sepolto"

Lo ha reso noto il vescovo ausiliario di Baghdad, monsignor Shlemon Warduni. L'arcivescovo caldeo di Mosul era stato rapito lo scorso 29 febbraio da un commando armato

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Militari a un checkpoint a Baghdad Città del Vaticano, 13 marzo 2008 - Il vescovo caldeo di Mosul, monsignor Faraj Rahho, rapito il 29 febbraio scorso, è stato ritrovato morto. Lo ha riferito all'agenzia di stampa dei vescovi italiani, Sir, il vescovo ausiliario di Baghdad, monsignor Shlemon Warduni.

 

Faraj Rahho, 67 anni, era stato rapito il 29 febbraio scorso mentre usciva dalla chiesa del Santo Spirito dopo aver celebrato la 'via crucis'. Il suo corpo è stato rinvenuto "nei dintorni di Mosul", come ha precisato il vescovo ausiliario di Baghdad, monsignor Shlemon Warduni, su indicazione degli stessi sequestratori.

 

"Una grande Croce per la nostra Chiesa prima della Pasqua" ha detto ad AsiaNews il vescovo di Erbil, monsignor Rabban al Qas, una volta appresa la notizia. La notizia dell'uccisione del vescovo di Mosul "colpisce e addolora profondamente il Santo Padre", ha comunicato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. "Purtroppo la violenza più assurda e ingiustificata continua ad accanirsi sul popolo iracheno e in particolare sulla piccola comunità cristiana", ha proseguito.

 

I funerali del vescovo caldeo di monsignor Faraj Rahho, "si terranno domani e sarò io a presiederli", ha annunciato, il Patriarca caldeo di Baghdad, il cardinale Emmanuel III Delly, che sull'uccisione ha sottolineato: "E' una notizia molto triste. Ci raccogliamo in preghiera".

 









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