Islamabad, 15 marzo 2008 - Il terrorismo in Pakistan alza il mirino. A due giorni dall'insediamento del nuovo governo, e dopo innumerevoli stragi contro politici e gente comune locale, gli stranieri entrano nel bersaglio degli estremisti. Con un'azione eclatante: una bomba in ristorante italiano di Islamabad, nel centro della capitale, ad ora di cena del venerdì.
Il bilancio è ancora incerto e le autorità parlano ufficialmente di un'esplosione per cause da determinare. Ma restano pochi dubbi, a maggior ragione dopo la ferma condanna espressa dal presidente Parvez Musharraf per 'l'attentato' (come riferisce l'agenzia di stampa ufficiale App) e l'appello alla massima vigilanza rivolto alle forze di sicurezza. E' stata una bomba, e le vittime, nella confusione dei numeri, sono quasi tutte non pachistane.
C'è un morto accertato: una donna turca, dipendente da una ong.
Uno presunto, forse una babysitter statunitense che lavora all'ambasciata. Sicuramente ci sono dipendenti dell'Amministrazione Usa tra i feriti (il numero complessivo oscilla tra 11 e 15), lo conferma l'ambasciata, e anche un diplomatico britannico. Fondi della polizia parlano di sette americani, un cinese, un giapponese, un britannico e tre pachistani.
Ferita in maniera non preoccupante anche un'italiana, la proprietaria del 'Luna Caprese'. La donna "è ferita in modo lieve", "sta bene" e i funzionari dell'Ambasciata italiana a Islamabad sono riusciti a incontrarla e a metterla in contatto con i familiari, ha precisato la Farnesina, contattata da Apcom.
Forti piogge e raffiche di vento hanno messo in ginocchio il sud del Paese. In difficoltà una petroliera al largo dell'isola di Wight. Chiuso il porto di Dover.