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IRAQ

Bassora, ultimatum all'Esercito al Mahdi
Muqtada al Sadr propone un negoziato

Gli appelli alla riflessione arrivano dopo gli scontri tra le milizie del leader sciita e le truppe irachene e americane, il cui bilancio è difficile da stabilire: si parla di almeno 20 persone sono state uccise e 115 ferite. Muqtada al Sadr ha inoltre chiesto ad al Maliki di lasciare Bassora

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Un militare statunitense Baghdad, 26 marzo 2008 - Muqtada al Sadr ha proposto un negoziato dopo l'ultimatum lanciato dal primo ministro Nouri al Maliki ai suoi miliziani, nel secondo giorno di violenti combattimenti in Iraq che hanno provocato decine di vittime.


Muqtada al Sadr ha inoltre chiesto ad al Maliki di lasciare Bassora, il centro petrolifero del sud dell'Iraq, dove le forze di sicurezza irachene hanno lanciato ieri un'operazione ribattezzata "La campagna dei cavalieri" per arginare la milizia di Muqtada Sadr, l'Esercito al Mahdi.

Il capo dell'ufficio politico del movimento sadrista a Najaf (città santa sciita nel centro-sud dell'Iraq), Liwa Sumaysim, ha segnalato che "Muqtada al Sadr ha chiesto al primo ministro di lasciare Bassora e di inviare una delegazione parlamentare per risolvere la crisi". In precedenza al Maliki aveva concesso 72 ore ai miliziani sciiti per deporre le armi mentre i combattimenti a Bassora, ma anche a Baghdad, hanno fatto decine di vittime.

 

"Non perseguiremo chi depone le armi entro 72 ore. Se le armi non saranno messe da parte, sarà applicata la legge", ha annunciato il primo ministro in un comunicato.

 

Gli appelli alla riflessione arrivano dopo gli scontri tra l'Esercito al Mahdi e le truppe irachene e americane, il cui bilancio è difficile da stabilire. Almeno 20 persone sono state uccise e 115 ferite in questi combattimenti da martedì nella roccaforte dell'Esercito al Mahdi, Sadr City, nel nordest di Baghdad, secondo responsabili di servizio di sicurezza.

 

A Bassora almeno sette persone sono rimaste uccise e quarantotto ferite, secondo la polizia e fonti sanitarie. Notizie non confermate parlano anche di quaranta morti e duecento feriti. Al Sadr, che contesta la legittimità del governo di al Maliki e chiede per i suoi sostenitori una maggior partecipazione alle decisioni politiche, ha minacciato di lanciare una campagna di protesta attraverso la nazione, se l'offensiva delle forze governative continuasse.

 

Il movimento sadrista, che gode di ampio sostegno popolare, organizzerà inizialmente manifestazioni e uno sciopero in tutte le province irachene, quindi la "disobbedienza civile". Al Sadr osserva da fine agosto 2007 una tregua unilaterale e la sua milizia, una delle più potenti del Paese, si è astenuta da ogni operazione contro gli eserciti di Iraq e Stati Uniti. L'esercito di al Mahdi ha accusato elementi deviati della milizia di proseguire i loro attacchi.

Abdel Karim Khalaf, il portavoce del ministero degli InternI, ha spiegato ai giornalisti che al Maliki vuole dare la possibilità a "chi non ha le mani sporche di sangue" di redimersi. Ha annunciato che le forze regolari irachene porteranno avanti le loro operazioni finchè i "loro obiettivi saranno raggiunti".

A Sadr City, scontri sporadici sono continuati in questo quartiere molto popolato. Le scuole e le amministrazioni sono rimaste chiuse, come la grande maggioranza degli esercizi commerciali. Nuovi combattimenti si sono inoltre verificati a Bassora, città di 1,5 milioni di abitanti, nella vicinanza di cinque quartieri controllati dall'Esercito di al Mahdi. Bassora e la sua provincia, ricca di petrolio e vero motore economico del Paese, sono terreno di scontri violenti tra fazioni sciite rivali dal ritiro a metà dicembre delle forze britanniche che occupavano questa regione strategica dal marzo 2003. Diversi ordigni hanno nel contempo colpito la "Zona verde", il settore ultraprotetto nel centro di Baghdad che ospita le istituzioni irachene e l'ambasciata americana. Tre ufficiali americani sono rimasti feriti.

 









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