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IRAQ

Moqtada Al Sadr al contrattacco, salta oleodotto

Dalll'inizio dell'offensiva sferrata martedì dalle forze di sicurezza irachene contro l'Esercito del Mehdi, il bilancio è 105 morti. I combattimenti, inizialmente confinati a Bassora e a Sadr City, si sono estesi a Hilla e a sud della capitale. Contatti telefonici tra il governo e i guerriglieri alla vigilia della scadenza dell'ultimatum di 72 ore per la resa

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Baghdad, 27 marzo 2008 - È di almeno 105 morti il bilancio dell'offensiva sferrata martedì dalle forze di sicurezza irachene contro i miliziani del leader radicale sciita Moqtada Al Sadr. Ma intanto sono stati avviati contatti telefonici tra il governo e i guerriglieri alla vigilia della scadenza dell'ultimatum di 72 ore per la resa, lanciato mercoledì dal premier Nuri Al Maliki.


I combattimenti, inizialmente confinati a Bassora e a Sadr City, la roccaforte dell'imam a Baghdad, si sono estesi a Hilla e soprattutto a Kut, a sud della capitale, dove solo questa mattina ci sono stati 44 morti, quattro poliziotti e 40 guerriglieri. A Kut le forze governative avevano sferrato un'offensiva nella notte per riconquistare alcuni quartieri controllati dai miliziani sciiti.

A Bassora, dove sono proseguiti i combattimenti che hanno già fatto 23 morti, i guerriglieri dell'Esercito del Mehdi fedeli a Sadr hanno sabotato una delle due principali condotte petrolifere per l'export, facendo divampare un incendio. La condotta danneggiata da una bomba convogliava il greggio dal campo di Zubair al sito di stoccaggio di Al Faw. Per questo è stata stimata una riduzione di un terzo del flusso di petrolio verso Bassora e il prezzo del petrolio ne ha subito risentito schizzando a quota 107 dollari al barile.

A Baghdad, intanto, migliaia di sostenitori di Sadr sono scesi in strada per contestare l'offensiva ordinata e chiedere le dimissioni del premier, lo sciita Maliki. Nel bastione sciita di Sadr City il bilancio è di 30 morti.
Nella notte c'è stato anche un attacco kamikaze contro l'auto del capo della polizia di Bassora, Abdul Jalil Khalaf.
Lui si è salvato ma tre guardie del corpo sono rimaste uccise.

Intanto da Dayton, in Ohio, il presidente americano George W. Bush ha avvertito che Iran e Siria "devono smettere di sostenere la violenza e il terrore in Iraq". Il presidente americano ha in particolare accusato Teheran di armare, addestrare e finanziare le milizie sciite che si oppongono al governo iraniano. "I vicini dell'Iraq possono fare di più e inviamo regolarmente missioni diplomatiche per incoraggiarli a fare di più", ha detto Bush.

 









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