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MEDIO ORIENTE

Israele non ascolta la Rice e amplia le colonie

Il governo di Gerusalemme amplierà gli insediamenti ebraici a Gerusalemme est e in Cisgiordania. Il segretario di Stato Usa: "Le attività di insediamento dovrebbero arrestarsi". La "Road Map", il piano di pace promosso da Unione Europea, Russia, Onu e Stati Uniti, prevede lo smantellamento degli insediamenti israeliani nei Territori occupati
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Un soldato israeliano Gerusalemme, 31 marzo 2008 - Nonostante gli inviti alla moderazione del segretario di Stato Condoleezza Rice, il governo di Israele amplierà gli insediamenti ebraici a Gerusalemme est e in Cisgiordania.


I progetti, annunciati oggi, prevedono la costruzione di 1.400 case e minacciano di complicare ancora i negoziati di pace con i palestinesi. Secondo alcuni osservatori, la linea dura del premier Ehud Olmert si spiega con la necessità di mantenere unita la coalizione con la destra religiosa del partito Shas.

"Credo tutto si stia muovendo nella giusta direzione", aveva detto la Rice in Giordania, al termine di un incontro con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen e alcuni dirigenti israeliani. "Le attività di insediamento - aveva tuttavia aggiunto il segretario di Stato - dovrebbero arrestarsi".

L'appello della Rice, in Medio Oriente per ribadire l'impegno della Casa Bianca a favore di un accordo di pace entro fine anno, è sembrato cadere nel vuoto. Il Comune di Gerusalemme ha infatti annunciato la prossima costruzione di 600 case a Pisgat Zeev, un insediamento che sorge nel cuore della parte palestinese della città. Più tardi, è toccato allo Shas ribadire la linea intransigente dell'esecutivo: Olmert si sarebbe impegnato a realizzare un piano per 800 nuove abitazioni a Beitar Illit, in Cisgiordania.

La "Road Map", un piano di pace "a tappe" promosso da Unione Europea, Russia, Onu e Stati Uniti, prevede lo smantellamento degli insediamenti israeliani costruiti in modo illegale nei Territori occupati durante la guerra del 1967.

 









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