Roma, 1 aprile 2008- Negli ambienti che contano a Washington, scrive il settimanale Time, circola con sempre maggiore insistenza una voce che ha del clamoroso. Il partito democratico, paralizzato dal testa a testa tra Hillary Clinton e Barak Obama, potrebbe tentare una mossa a sorpresa per la nomination alla casa Bianca: candidare una terza figura, e di primissimo piano, l'ex vicepresidente e premio nobel per la pace Al Gore.
Su Time, l'articolo è a cura di Joe Klein, sono gli stessi più stretti di collaboratori di al Gore a non escludere l'eventualità. In parecchi sostengono che alla resa dei conti, se si candidasse Gore sarebbe in grado di raccogliere più consensi dei due attuali contendenti e ai piani alti del partito si sta studiando la possibilità di come tecnicamente offrire la candidatura a Gore che finora è rimasto al di fuori dalla corsa.
Un altro segnale significativo in tal senso viene dalle dichiarazioni rilasciate ieri dalla presidente della camera americana, Nancy pelosi, che rivolgendosi al partito ha invitato a chiudere in fretta la partita della nomination per non lasciare eccessivo vantaggio a mcCain, già 'nominato' da tempo dai repubblicani.
Quanto ad al Gore, sempre ieri l'ex vicepresidente, ha presentato il suo 'programma'per il futuro, un nuovo ambizioso piano triennale per la riduzione delle emissioni ad effetto serra, considerate la principale causa del surriscaldamento dell'atmosfera terrestre. La campagna si chiamerà "We" e sarà costituita da spot pubblicitari su Internet e da varie iniziative di informazione con gruppi ambientalisti. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli dell'effetto serra e chiedere al governo e al Congresso di trovare soluzioni. Il piano sarà lanciato mercoledì dalla Alliance for Climate Protection, l'associazione fondata da Gore nel 2006 per promuovere la sua causa contro il surriscaldamento globale.
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