Sentenza storica a Buenos Aires: un tribunale ha sancito la colpevolezza della coppia che, nel 1977, adottò illegalmente una bimba di due anni, figlia di due oppositori della dittatura, morti nella sanguinosa repressione
Buenos Aires, 4 aprile 2008 - Un tribunale argentino di Buenos Aires ha sancito la colpevolezza della coppia che, nel 1977, adottò illegalmente una bimba di due anni, figlia di due oppositori della dittatura, morti nella sanguinosa repressione da parte del regime dittatoriale.
La donna, che oggi ha trent'anni, ha denunciato i "genitori adottivi", dopo essere venuta a conoscenza della sua vera identità grazie al movimento delle "Madri di Plaza de Mayo". Il suo vero nome è Maria Eugenia Sampallo Barragan.
I giudici hanno condannato a otto anni di reclusione il falso padre, Osvaldo Rivas, e a sette anni la falsa madre, Maria Cristina Gomez. Dieci anni sono stati inflitti all'ex ufficiale Enrique Berthier, che fu il tramite dell'operazione. La donna e la pubblica accusa avevano chiesto il massimo della pena, che poteva arrivare fino a 25 anni.
Si tratta di una conclusione "storica" per il processo, iniziatosi il 19 febbraio e che ha commosso l'Argentina e avuto vastissima risonanza in tutto il mondo: è la prima volta che uno dei bambini "desaparecidos" ha denunciato i falsi genitori, ottenendone la condanna. Altre vittime degli abusi della dittatura avevano preferito non infierire sulle "famiglie".
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