Roma, 7 aprILE 2008 - A cinque anni dall'inizio del conflitto in Darfur, le donne e le bambine continuano a subire stupri e attacchi brutali da parte delle forze governative sudanesi e dei gruppi armati attivi nella regione occidentale del Sudan. Per questo motivo, scrive l'organizzazione Human Rights Watch in un rapporto diffuso oggi, occorre garantire protezione alle donne, che risultano "estremamente vulnerabili allo stupro e ad altri abusi nel corso di attacchi su larga scala e persino nei periodi di relativa calma".
Nelle 44 pagine dello studio, intitolato 'In cinque anni nessuna giustizia per le violenze sessuali in Darfur', l'organizzazione documenta numerosi casi di stupro commessi da soldati sudanesi, miliziani arabi 'janjaweed' (diavoli a cavallo, ndr), ribelli ed ex ribelli a partire dall'inizio del 2007, anche nei confronti di bambine di 11 anni, e denuncia l'impunità riservata ai responsabili.
"In Darfur donne e ragazze vivono ancora sotto la costante minaccia di uno stupro - dichiara il Direttore dell'ufficio Africa di Hrw, Georgette Gagnon - il governo sudanese ha dichiarato 'tolleranza zero' per la violenza sessuale, ma non ha fatto quasi niente per proteggere queste vittime".
LO scorso febbraio, si legge nello studio, almeno 10 bambine e donne sono state violentate durante l'attacco lanciato dalle truppe di Khartoum e dai janjaweed nel Darfur Occidentale, precisamente nei villaggi di Sirba, Silea e Abu Suruj. Una ragazzina di 12 anni ha raccontato a Hrw di essere stata condotta da un arabo in uniforme in un posto isolato, insieme alla sorella più piccola, con la scusa di ritrovare il suo asino andato perduto.
"Disse che se andavamo con lui ce lo avrebbe mostrato - ha raccontato la bambina - mi ha bloccato e mi ha tolto i vestiti per fare delle brutte cose con me. Mia sorella è corsa via al campo". Un'altra bambina di 11 anni è stata stuprata da tre uomini armati che l'hanno sorpresa mentre raccoglieva erba con la sorella di 7 anni. L'aggressione è stata tanto violenza che la bambina è stata trasferita con un elicottero dell'Unione africa nell'ospedale più vicino.
"Le vittime di questi attacchi orribili non hanno alcuna speranza di ottenere giustizia nell'attuale clima di impunità del Darfur - ha denunciato Gagnon - non perseguendo i responsabili, il governo sta di fatto concendendo loro la licenza di stupro".
L'organizzazione per la tutela dei diritti umani chiede quindi al governo di Khartoum un'azione più decisa contro quanti si rendono responsabili di tali abusi, rivendendo leggi e dando vita a corpi di polizia al femminile, per favorire un migliore rapporto di fiducia con le vittime. Hrw si rivolge poi alla missione di pace Onu-Unione africana (Unamid) per chiedere un rafforzamento delle cosiddette "pattuglie del fuoco", ossia dei militari che proteggono le donne che si allontanano dai campi alla ricerca di legna per le faccende di casa, e di aumentare il numero delle donne peacekeeper.
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