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MORBO DELLA LINGUA BLU

Allevatori francesi in protesta
Bloccato il traforo del Monte Bianco

Fermo il traffico dei mezzi pesanti: la Federazione francese dei commercianti di bestiame chiede un indennizzo per le perdite subite a seguito della decisione italiana di vietare dal tre marzo scorso l'importazione di bovini senza aver vaccinato tutti i capi
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Bestiame Courmayeur (AO), 10 aprile 2008 - Prosegue senza sosta il blocco al Traforo del Monte Bianco da parte di alcuni allevatori e commercianti di bestiame francesi che stanno manifestando a Chamonix, sulla strada che porta al tunnel, per la mancata compensazione delle perdite subite a causa della "malattia della lingua blu" che ha colpito ovini e bovini della zona.


Dalle 3.30 di quest'oggi la strada di accesso e' stata bloccata e, allo scopo di evitare l'incolonnamento dei veicoli leggeri e dei mezzi pesanti nell'area interessata dalla manifestazione, il "Geie Tmb", l'ente transnazionale, italiano e francese, che gestisce il tunnel, ha interrotto la circolazione verso il Traforo del Monte Bianco sia per i veicoli provenienti dalla Francia sia per quelli provenienti dall'Italia. La Presidenza della Regione Valle d'Aosta ha attivato, in questo senso, il "piano di emergenza della viabilitàá principale".

 


I mezzi pesanti diretti verso il Traforo sono fermi sulle rispettive aree di regolazione a Passy in Francia ed a Quart in Valle d'Aosta. Il "Geie Tmb" invita a seguire gli itinerari alternativi del Traforo del Frejus e di Ventimiglia e, per i veicoli leggeri, anche quello del Traforo del Gran San Bernardo.

 

 

Il ministro francese dell'Agricoltura, Michel Barnier, spera "di arrivare presto ad un accordo con l'Italia" sulle esportazioni dei bovini, che consenta di riprendere gli scambi di capi vaccinati contro la febbre catarrale ovina, il cosiddetto morbo della lingua blu. In una nota, il ministro francese sottolinea che, se ci sarà l'accordo con l'Italia, "tenuto conto dell'attuale ritmo delle vaccinazioni sui bovini (i cosiddetti broutards, da 7 a 9 mesi, ndr.) la ripresa degli scambi potrà avvenire a maggio".

 


Barnier sottolinea, inoltre, con dispiacere come sia stato "impossibile" trovare un accordo in sede europea sulla libera circolazione dei giovani capi e su una riduzione dei tempi di ripresa delle esportazioni. Il ministro francese, su questo tema, ha incontrato la scorsa settimana il presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi.

 

Le soluzione per uscire dal problema, che oggi è sfociato nel blocco della circolazione nel tunnel del Monte Bianco, da parte di un centinaio di autotrasportatori francesi, è complicata dalla tornata elettorale del 13 e 14 aprile. Intanto, la Federazione francese dei commercianti di bestiame (Ffcb) chiede un indennizzo per le perdite subite a seguito della decisione italiana di vietare dal tre marzo scorso l'importazione di bovini (soprattutto i vitelli più giovani) senza aver vaccinato tutti i capi. Sono circa un milione i capi che la Francia esporta ogni anno verso l'Italia, e sono circa ottanta i dipartimenti francesi, con circa 18mila casi, affetti dalla febbre catarrale degli ovini.










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