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E' battaglia senza esclusione di colpi
in Pennsylvania fra Clinton e Obama

L'ex first lady e il senatore dell'Illinois, in attesa del cruciale verdetto delle urne, il 22 aprile, non risparmiano scambi di battute infuocati nello stato particolarmente colpito dalla crisi economica che ha investito il paese
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gli sfidanti: barak Obama e Hillary clinton New York, 14 aprile 2008  - I tempi del fair play tra Hillary Clinton e Barack Obama appaiono ormai preistoria nella campagna elettorale per la nomination democratica per la Casa Bianca. L'ex first lady e il senatore dell'Illinois, in attesa del cruciale verdetto delle urne in Pennsylvania, il 22 aprile, non risparmiano scambi di battute infuocati nello stato particolarmente colpito dalla crisi economica che ha investito il paese.


Clinton, obbligata a vincere con ampi margini per colmare il distacco in termini di delegati (1.503 a 1.639) che la separa dall'avversario, non ha perso l'occasione per tornare ad attaccare l'avversario per l'infelice commento sui lavoratori "rancorosi" che "si aggrappano alle armi e alla religione" per la frustrazione derivata dalla crisi economica, definendo il comportamento di Obama "elitario e in grado di dividere" la nazione.

Il senatore dell'Illinois, in tutta risposta, ha definito "poco sincero" l'interessamento di Clinton ai problemi della classe lavoratrice e "falsa" la sua preoccupazione per la situazione in stati come la Pennsylvania, stato dove, secondo un sondaggio di American Research Group, l'ex first lady sarebbe ora in vantaggio di 20 punti, grazie al deciso sostegno di donne e, più in generale, dell'elettorato bianco.

Un'indagine Gallup suggerisce comunque che Obama è in vantaggio di nove punti a livello nazionale, fatto che lascerebbe pensare che le dichiarazioni del senatore, - "manipolate e decontestualizzate", come ha detto lo stesso Obama, - non lo avrebbero penalizzato.

Obama, che come ha lui stesso affermato si aspettava di essere attaccato sulla questione dal candidato repubblicano per la Casa Bianca John McCain, si è detto "un po' deluso" dal fatto di essere stato preso di mira da Clinton, che avrebbe sostenuto durante la campagna elettorale posizioni lontane da quelle prese nel corso degli anni passati, in particolare rispetto al seconde emendamento, la legge che garantisce il diritto ad avere un'arma. "Si deve vergognare", ha detto Obama all'indirizzo della rivale.

 

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