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Il disastro del Titanic fu colpa dei bulloni scadenti

Lo ha scoperto una squadra di studiosi americani, che per dieci anni ha studiato una cinquantina di bulloni di ferro recuperati dai sommozzatori sul relitto della nave di lusso, ritrovato nel 1985. Non ressero l'impatto con l'iceberg
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titanic Belfast, 15 aprile 2008  - Una nuova teoria si affaccia sul disastro del Titanic: aveva tutto, piscina, bagno turco, barbiere e persino tre biblioteche. Cio' che non aveva, pero', erano bulloni di buona qualita' che tenessero insieme il transatlantico nel momento in cui qualcosa fosse andato storto, come fu.

Lo ha scoperto una squadra di studiosi americani, che per dieci anni ha studiato una cinquantina di bulloni di ferro recuperati dai sommozzatori sul relitto della nave di lusso, ritrovato nel 1985. Gia' anni fa una universita' russa aveva avanzato l'ipotesi che la perdita della nave era stata causata da una cattiva costruzione della stessa.

Quando la prua del Titanic entro' in collisione con 'l'iceberg maledetto', venti minuti prima della mezzanotte di quella tragica notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912 (esattamente 96 anni or sono), i bulloni scadenti saltarono lasciando che l'acqua gelata del Polo Nord entrasse nella stiva.

Morirono piu' di 1500 persone. E la nave 'disegnata per essere inaffondabile' - secondo l'accattivante descrizione di una brochure dell'epoca - divento' una delle piu' spettacolari tragedie irrisolte della storia del '900. Fino a oggi.

Non solo gli scienziati, ma anche gli storici sono ora convinti che anni di indagini, simulazioni al computer e comparazioni tra il ferro utilizzato per i bulloni della nave e altre leghe diffuse all'epoca, abbiano finalmente risolto il giallo del Titanic.

I dettagli della ricerca sono stati affidati alle pagine di un libro: ''What really sank the Titanic'' (Cosa fece veramente affondare il Titanic), pubblicato dalla casa editrice americana Citadel Press e cofirmato da Jennifer Mc Carty (che sui bulloni del Titanic ha scritto una tesi di dottorato) e Timothy Foecke, del 'National Institute of Standards and Technology', un'agenzia federale di Gaithersburg, nel Maryland, entrambi membri del team di ricerca.

Il testo, non soltanto riporta le scoperte tecniche degli scienziati, ma apre alla memoria collettiva gli archivi della Harland & Wolff di Belfast, in Irlanda del Nord: l'impresa di costruzioni navali che varo' il Titanic in contemporanea a due 'sorelle, la 'Olympic' e la 'Britannic', era fortemente sotto pressione quando le 'tre navi piu' grandi del mondo' erano in cantiere.

Faticava a trovare materiali e operai specializzati, e rimedio' lavorando 'a risparmio': a Belfast fu ordinato del ferro numero 3, conosciuto come 'best' (migliore), non il numero 4 'best-best', normalmente utilizzato. L'acciaio,invece, piu' resistente, fu utilizzato soltanto per la stiva centrale.

La teoria dei bulloni 'da poco' non e' pero' l'unica a pretendere di rispondere definitivamente a un punto interrogativo lungo un secolo. Secondo pero' Ray Boston, uno studioso che da vent'anni analizza la traversata fatale di quella che doveva essere la regina di tutte le navi, un incendio nella stiva e la velocita' eccessiva della navigazione portarono al disastro. Non i bulloni scadenti.









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