Buenos Aires, 19 aprile 2008 -
Terzo giorno consecutivo di emergenza fumo a Buenos Aires. La capitale è avvolta da una densa nube causata dagli incendi di pascoli nel nord-est dell'Argentina. Stamane è rimasto chiuso anche l'aeroporto internazionale di Ezeiza. In pratica la capitale è completamente isolata: anche i collegamenti via fiume e via terra sono interrotti.
Il servizio meteorologico nazionale ha previsto per oggi la persistenza dei venti da nord, che mantengono il fumo sulla città. Le autorità si sono dette impotenti a fermare i quasi 600 focolai che si estendono per 70 mila ettari a nord della metropoli. I proprietari dei terreni a cui è stato dato fuoco sono stati denunciati, ma la situazione resta allarmante in tutta la megalopoli della Grande Buenos Aires, che ha 12 milioni di abitanti. Le autorità ripetono che il fumo non è tossico, anche se il monossido di carbonio è arrivato alla metà del livello considerato di rischio. La ministra dell'Ambiente, Romina Piccolotti, ha detto che ''il fuoco non può essere spento solo con lo sforzo umano'' e si è augurata che presto piova sulla regione colpita.
Migliaia di ''portegni'' sono ricoverati negli ospedali della città con sintomi di disturbi polmonari, alla gola e alla vista. Le attività portuali sono state annullate. Anche la vicina capitale uruguayana, Montevideo, dall'altra parte del Rio de la Plata, sta vivendo un'emergenza simile.