New York, 20 aprile 2008 - «Dio della pace, porta la tua pace nel nostro mondo di violenza: pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le nazioni della terra. Volgi verso la tua via dell'amore coloro i cui cuori e le cui menti sono consumati dall'odio». Sono alcune delle parole della preghiera che Benedetto XVI pronuncerà alle 9,30 (ora locale) a Ground Zero, il luogo del tragico attentato alle Torri Gemelle di New York, «scena - dirà il Papa - di incredibile violenza e dolore».
La preghiera è contenta nel messale della visita pontificia negli Stati Uniti, reso pubblico dalla sala stampa vaticana. «Dacci conforto e consolazione - è l'invocazione del Santo Padre dopo le menzioni riservate alle vittime, ai familiari, ai superstiti e a tutti i soccorritori -, rafforzaci nella speranza, e dacci la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo dove la vera pace e l'amore regnino tra le nazioni e nei cuori di tutti». Sullo scenario della distruzione delle Twin Towers, Benedetto XVI arriverà alle 9.30, accompagnato dal Cardinale Edward Egan, arcivescovo di New York. Si inginocchierà per alcuni momenti di preghiera silenziosa, quindi accenderà un cero che sarà portato da alcuni addetti dell'Autorità portuale. Questo sarà poi il testo della sua preghiera dinanzi alla folla: «O Dio di amore, compassione e cura, guarda su di noi, persone di molte fedi e tradizioni differenti, che ci riuniamo oggi in questo luogo, scena di incredibile violenza e dolore. Ti chiediamo nella tua bontà di dare luce e pace eterne a tutti coloro che qui sono morti. Gli eroici primi soccorritori: i nostri combattenti contro il fuoco, i poliziotti, i lavoratori dei servizi di emergenza, e il personale dell'Autorità portuale, insieme a tutti gli uomini e donne innocenti che furono vittime di questa tragedia semplicemente perchè il loro lavoro o servizio li portò qui l'11 settembre del 2001». «Ti chiediamo, nella tua compassione - prosegue il testo -, di portare guarigione a quelli che, a causa della loro presenza qui in quel giorno, soffrono per le ferite e le infermità. Guarisci anche il dolore delle famiglie ancora sofferenti e di tutti quelli che hanno perso loro cari nella tragedia. Dà loro la forza di continuare le loro vite con coraggio e speranza. Siamo memori anche di quelli che hanno trovato la morte o hanno subito ferite e perdite nello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania. I nostri cuori sono tutt'uno con i loro, mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro pena». «Dio della pace - proseguirà Benedetto XVI -, porta la tua pace nel nostro mondo di violenza: pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le nazioni della terra. Volgi verso la tua via dell'amore coloro i cui cuori e le cui menti sono consumati dall'odio». «Dio della comprensione, oppressi dall'enormità di questa tragedia, noi cerchiamo la tua luce e la tua guida mentre ci confrontiamo con questi terribili eventi - è la conclusione del testo -.
Assicura a coloro le cui vite furono risparmiate di poter vivere in modo che le vite perse in questo luogo non siano perse invano. Dacci conforto e consolazione, rafforzaci nella speranza, e dacci la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo dove la vera pace e l'amore regnino tra le nazioni e nei cuori di tutti».
Queste invece le parole pronunciate da Giovanni Paolo II il 12 settembre 2001 all'udienza generale tenuta in Vaticano. «Non posso iniziare questa Udienza senza esprimere profondo dolore per gli attacchi terroristici che nella giornata di ieri hanno insanguinato l'America, causando migliaia di vittime e numerosissimi feriti.
Al Presidente degli Stati Uniti e a tutti i cittadini americani porgo l'espressione del mio più vivo cordoglio. Dinanzi ad eventi di così inqualificabile orrore non si può non rimanere profondamente turbati. Mi unisco a quanti in queste ore hanno espresso la loro indignata condanna, riaffermando con vigore che mai le vie della violenza conducono a vere soluzioni dei problemi dell'umanità. Ieri è stato un giorno buio nella storia dell'umanità, un terribile affronto alla dignità dell'uomo. Appena appresa la notizia, ho seguito con intensa partecipazione l'evolversi della situazione, elevando al Signore la mia accorata preghiera.
Come possono verificarsi episodi di così selvaggia efferatezza? Il cuore dell'uomo è un abisso da cui emergono a volte disegni di inaudita ferocia, capaci in un attimo di sconvolgere la vita serena e operosa di un popolo. Ma la fede ci viene incontro in questi momenti in cui ogni commento appare inadeguato. La parola di Cristo è la sola che possa dare una risposta agli interrogativi che si agitano nel nostro animo. Se anche la forza delle tenebre sembra prevalere, il credente sa che il male e la morte non hanno l'ultima parola.
Qui poggia la speranza cristiana; qui si alimenta, in questo momento, la nostra orante fiducia. Con partecipe affetto, mi rivolgo all'amato popolo degli Stati Uniti in quest'ora di angoscia e di sgomento, in cui viene messo a dura prova il coraggio di tanti uomini e donne di buona volontà. In maniera speciale abbraccio i familiari dei morti e dei feriti e assicuro loro la mia spirituale vicinanza. Affido alla misericordia dell'Altissimo le inermi vittime di questa tragedia, per le quali ho celebrato stamani la Santa Messa, implorando per loro il riposo eterno. Dio infonda coraggio ai superstiti, assecondi con il suo aiuto l'opera benemerita dei soccorritori e dei tanti volontari, che in queste ore spendono ogni loro energia per far fronte a così drammatica emergenza.
Invito anche voi, carissimi Fratelli e Sorelle, a unirvi alla mia preghiera. Imploriamo il Signore perchè non prevalga la spirale dell'odio e della violenza. La Vergine Santissima, Madre di misericordia, susciti nei cuori di tutti pensieri di saggezza e propositi di pace».
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