Harare, 25 aprile 2008 - Agenti della polizia dello Zimbabwe hanno fatto irruzione nel quartier generale dell'Mdc, il Movimento per il Cambiamento Democratico, principale forza di opposizione al regime del presidente uscente Robert Mugabe.
Lo ha denunciato Nelson Chamisa, portavoce dell'Mdc che fa capo a Morgan Tsvangirai, avversario di Mugabe nelle presidenziali del 29 marzo scorso, i cui risultati rimangono tuttora ignoti; Tsvangirai sostiene peraltro di esserne il vincitore, e gli stessi mass media filo-governativi ammisero a suo tempo che sarebbe occorso comunque un ballottaggio per la prima volta in 28 anni.
Il leader dell'opposizione si trova attualmente all'estero, e per il momento non intende rientare in patria, temendo aggressioni o l'arresto. Stando a quanto riferito da Chamisa, "oltre un centinaio di poliziotti" in assetto anti-sommossa sono penetrati negli uffici del partito, nel cuore della capitale dell'ex Rhodesia. "Stanno portando via gli sfollati che avevano trovato riparo nella nostra sede", ha aggiunto il portavoce. "Sta accadendo proprio adesso, mentre parlo".
Sono 300 le persone arrestate oggi dalla polizia nella sede di Harare del principale partito di opposizione dello Zimbabwe, Movimento per il cambiamento democratico (Mdc). La polizia ha dichiarato di aver fermato sospetti coinvolti "in alcuni crimini commessi nel Paese", mentre per l'opposizione si tratta di persone che avevano cercato rifugio nell'edificio dell'Mdc dopo le violenze subite dai sostenitori del Presidente Robert Mugabe. "Le loro case sono state date alle fiamme e alcuni sono stati picchiati", ha detto il vicepresidente dell'Mdc, Thokozani Khupe.
In un comunicato, l'Mdc ha precisato che circa 250 agenti di polizia hanno fatto irruzione ad Harvest House, arrestando 300 persone e portando via documenti riguardanti le elezioni del 29 marzo scorso e computer. L'opposizione e diverse organizzazioni religiose e di difesa dei diritti umani hanno denunciato nei giorni scorsi violenze e torture subite dai sostenitori dell'Mdc dopo il voto, di cui non si conoscono ancora i risultati ufficiali.
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