Baghdad, 25 aprile 2008 - Il leader radicale sciita Moqtada al Sadr ha chiesto una tregua, invitando oggi le sue milizie e le forze di sicurezza irachene "a fermare il bagno di sangue". La scorsa settimana al Sadr aveva minacciato di scatenare "una guerra aperta".
"Chiedo ai miei fratelli in seno alle forze armate e alla polizia e ai miei fratelli dell'esercito del Mahdi di mettere fine agli spargimenti di sangue", ha detto al Sadr durante la preghiera di oggi a Sadr City, nel nord est di Baghdad. Il 19 aprile il leader radicale sciita aveva minacciato di scatenare "una guerra aperta" se fossero cessate le operazioni militari dell'esercito iracheno e delle forze Usa contro le sue milizie.
AL SADR: GUERRA AGLI OCCUPANTI, NON TRA IRACHENI
Gli iracheni smettano di combattersi tra loro e si uniscano contro le forze d'occupazione. E' l'appello di Moqtada al Sadr, contenuto in un sermone letto al termine della preghiera del venerdi nella moschea principale di Sadr City, a Baghdad, e Nassirya (invece che a Bassora, spiegano i sadristi, perchè non è stato loro consentito loro l'accesso nella città del sud).
"Se abbiamo minacciato una guerra aperta fino alla liberazione, intendevamo una guerra contro gli occupanti", ha puntualizzato Moqtada. Un messaggio di pace, ma solo sul fronte interno: "Non ci sarà guerra tra fratelli iracheni, di ogni setta o etnia".
SCONTRI NELLA NOTTE A SADR CITY, ALMENO 11 MORTI
Undici persone sono rimaste uccise in scontri avvenuti nella notte a Sadr City, roccaforte del leader radicale sciita Moqtada al Sadr, nel nord-est di Baghdad. Lo hanno riferito fonti mediche locali. Tra le vittime ci sono quattro uomini, due donne e un bambino, hanno precisato le fonti. Altre 32 persone sono rimaste ferite.
Padre Antonio Adelir de Carli voleva battere il record: domenica si è levato in aria, dal porto di Parana, sospeso a 1.000 palloncini multicolori. I palloncini sono stati trovati, lui no