I media cinesi sono tornati a denunciare presunti "crimini" commessi dalla massima autorità spirituale tibetana proprio nel giorno dell'incontro tra due suoi rappresentanti e il governo
Pechino, 3 maggio 2008 - La Cina ha attaccato nuovamente il Dalai Lama poche ore prima dell'incontro in programma oggi fra le autorità di Pechino e due emissari della più alta autorità spirituale tibetana. Un incontro avvolto nel massimo riserbo, al punto che non si sa neppure in quale città cinese si terrà, e di cui la stampa locale non ha dato notizia. I due emissari sono partiti da Dahrmsala, sede del governo tibetano in esilio e hanno raggiunto la località dell'incontro passando per Hong Kong.
"Il popolo patriottico del Tibet condanna con forza la lunga lista di crimini commessi dal Dalai Lama e dai suoi seguaci", ha scritto il Tibet Daily, quotidiano della provincia controllato dal regime cinese. Il giornale è tornato anche a lanciare dure accuse per la rivolta scoppiata a Lhasa il 14 marzo ed estesasi ad altre zone del Tibet: "Le speranze della cricca del Dalai Lama di ottenere l'indipendenza sono sempre più remote e quando hanno capito di non potercela fare hanno lanciato questo evento sanguinoso, la loro ultima follia".
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