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ALTA TENSIONE A BEIRUT

Siniora: "E' un golpe di Hezbollah"
Frattini: 'Pronto piano di evacuazione'

Il partito filo siriano controlla i quartieri occidentali della capitale. Undici le vittime negli scontri tra le diverse fazioni. Jumblatt, leader dei drusi, in fuga. Commenta

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Beirut un miliziano Hezbollah Beirut, 9 maggio 2008 - Le milizie sciite di Hezbollah stanno tentando di realizzare un colpo di Stato con l'obiettivo di restaurare l'occupazione siriana. È quanto ha denunciato in una dichiarazione il governo filoccidentale del premier Fuad Siniora.

 

Beirut ovest è di Hezbollah, che in due giorni ha conquistato manu militari il controllo dei principali quartieri sunniti e di diversi tra quelli dove è presente anche una componente cristiano-maronita.

 

L'escalation militare imposta dal movimento sciita, molto simile a quella avvenuta a Gaza con la cacciata di Abu Mazen, è diventata un quasi golpe quando Hezbollah ha costretto alla chiusura di tutti gli organi di informazione di proprietà della famiglia del leader della maggioranza parlamentare anti-siriana, Saad Hariri: due emittenti televisive in chiaro, un canale satellitare, un'emittente radiofonica e un giornale.
"Tutti i canali sono stati chiusi e posti sotto il controllo dell'esercito a seguito di minacce di elementi armati", ha detto una fonte.

 

Nel corso della mattinata diversi quartieri sunniti nella zona occidentale di Beirut, considerati roccheforti della coalizione di governo, sono caduti nelle mani dei miliziani. Le strade dei quartieri di Zarif, Zokak al-Blat, Malla, Corniche al-Mazraa e Ras an-Nabaa sono presidiate da armati di Hezbollah e di Amal, l'altro movimento sciita. Ad Hamra, abitato da sciiti, sunniti e cristiano maroniti, hanno avuto la meglio i primi. Finora gli scontri avrebbero causato 11 morti.

 

L'ultimo bastione sunnita a cadere è stato Tarek al-Jadeedi. A quel punto, il leader cristiano Michel Aoun, alleato di Hezbollah, ha potuto dichiarare: "Oggi è un giorno di vittoria per il Libano". La conquista di Beirut ovest è stata salutata dai miliziani sciiti con colpi di mitraglietta mentre nella Beirut cristiana la vita prosegue normalmente.

 

Il leader dei drusi libanesi, Walid Jumblatt ha lasciato la sua residenza di Beirut sotto la scorta dell'esercito, dopo che le milizie sciite di Hezbollah hanno preso il controllo della maggior parte della capitale libanese. Il leader della maggioranza anti-siriana, Saad Hariri, sui trova nella sua abitazione il cui muro di cinta è stato colpito da una granata a razzo; quanto al premier Fuad Siniora, si troverebbe nei suoi uffici del centro, sotto stretta sorveglianza.

 

Il porto è stato chiuso, e il Libano è adesso isolato dopo che anche l'aeroporto era stato vietato a decolli e atterraggi. L'Italia ha pronto un piano di evacuazione dei connazionali. "Coloro che vogliono lasciare l'area centrale di Beirut - ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini - possono farlo e avranno un ponte nazionale". Quanto alle regole di ingaggio di Unifil nel sud del Paese, ha aggiunto, "bisogna prima parlarne con i comandi militari".

 

Israele ha accusato l'Iran di fomentare gli scontri, ma Teheran ha respinto e rilanciato: "Gli sforzi avventurosi e gli interventi degli Stati Uniti e del regime sionista sono la causa principale del caos nel Libano". La Siria, che fino al 2005 ha deciso la vita politica del vicino per decenni, ha ribadito che quanto accade nel Paese dei Cedri "è un affare interno" del Libano.

 
  • 09/05/2008 14:24
    paolo
    Un'altra bella eredità lasciataci dal governo Prodi.
  • 10/05/2008 10:44
    sam
    mi pare che oramai li conosciamo abbastanza!Fuori dall'Italia tutti gli arabi e tutti i musulmani,onesti o disonesti che siano!Delenda Chartago!
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