La giovane ha raccontato: "E' anche grottesco. Ora devo pagare la corrente, l'acqua e l'imposta fondiaria per una casa in cui non avrei mai voluto vivere". La 20enne, preferisce però possedere l'edificio, prima che su quel terreno vengano costruite delle case a schiera
Berlino, 14 maggio 2008 - Natascha Kampusch ha acquistato la casa in cui è stata rinchiusa per oltre otto anni dal suo sequestratore, Wolfgang Priklopil. "E' anche grottesco. Ora devo pagare la corrente, l'acqua e l'imposta fondiaria per una casa in cui non avrei mai voluto vivere", ha spiegato Kampusch al giornale tedesco "Bunte". La giovane austriaca, oggi 20enne, preferisce però possedere l'edificio, prima che su quel terreno vengano costruite delle case a schiera.
Kampusch ha rivelato a Bunte di essere rientrata nella casa anche dopo la sua fuga, avvenuta quasi due anni fa. "Nulla è più così minaccioso come allora. D'altra parte, per me, è anche una casa dell'orrore", ha affermato.
Kampusch è stata rapita all'età di dieci anni da Priklopil e tenuta segregata fino all'agosto del 2006, quando è riuscita a fuggire. Il suo aguzzino si è tolto subito dopo la vita.
La tragedia di Amstetten, in cui un padre ha sequestrato la figlia per 24 anni nella cantina di casa e l'ha ripetutamente violentata, le ricorda la sua stessa vicenda, ha spiegato. Amstetten, ha aggiunto, ha fatto riaffiorare all'improvviso tutte le sensazioni che aveva provato con fatica a reprimere.
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