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TERREMOTO IN CINA

Piccoli 'miracoli' nella devastazione:
due estratti vivi, dopo 80 e 96 ore
Aiuti dall'estero: primi ok del Governo

Impressionante il bilancio di  50mila morti, ma dopo la bimba disseppellita dopo 68 ore si registra il lieto fine per uno studente e un'infermiera. Scatta l'allarme-dighe: nella zona colpita dal terremoto si rischiano "ulteriori disastri"

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terremoto in cina Pechino, 16 maggio 2008 - Continuano i 'miracoli' nella devastazione del terremoto in Cina: uno studente è stato estratto vivo oggi dalle macerie della sua scuola dove era rimasto incastrato per circa 80 ore dopo il sisma di Sichuan, secondo quanto riferisce l'agenzia ufficiale Xinhua.


L'agenzia riferisce che i soccorritori sono riusciti ad udire deboli lamenti, richieste di soccorso provenienti dall'edificio crollato a Beichuan nel nord della provincia di Sichuan, dove sperano ora di salvare altri studenti.

 

E le buone notizie - nella tragedia - si rincorrono: un'infermiera è stata tratta in salvo dai soccorritori dopo aver passato 96 ore sotto le macerie di una clinica a Beichuan, nel nord della provincia del Sichuan, una delle zone più colpite dal sisma di lunedì scorso. L'agenzia di stampa cinese parla anche di altre due persone estratte vive dalle macerie nella stessa città dove finora i morti accertati sono 19.509, numero destinato a raddoppiare secondo le autorità.
 

 

SI' AGLI AIUTI STRANIERI

Di fronte all'entità della devastazione compiuta dal terremoto di lunedì, le autorità cinesi cominciano ad autorizzare l'ingresso di squadre di soccorritori stranieri. Un gruppo di 31 esperti giapponesi ha iniziato oggi la sua opera nella città di Guanzhuang, dove si teme che siano 700 le persone rimaste sepolte sotto le macerie delle loro case.

Una seconda squadra nipponica è in arrivo, e il governo di Pechino ha dato il via libera all'arrivo di gruppi di soccorritori dalla Russia, la Corea del Sud, Singapore e anche Taiwan, che la Cina considera una propria provincia ribelle.
 

 

SCUOLE CROLLATE, APERTA UN'INCHIESTA

Scuole costruite con materiale scadente per risparmiare sul denaro pubblico. E' per far luce su queste accuse che le autorità cinesi hanno annunciato l'apertura di un'inchiesta sul perché nel terremoto che ha sconvolto il Sichuan siano crollati così tanti edifici scolastici.

 Le autorità scolastiche hanno deciso di rispondere alle dure domande giunte on line da migliaia di genitori che hanno perso dei figli nel disastro di lunedì scorso. Dai primi dati risulta che sono 6.898 le aule scolastiche crollate, ma si tratta di una cifra che non tiene conto delle scuole nelle zone più colpite, Wenchuan e Beichuan.

 

 

LA BIMBA SALVATA

 I soccorritori, ormai impegnati in una lotta contro il tempo per salvare gli ultimi sopravvissuti al sisma di lunedì scorso in Cina, hanno estratto viva una ragazzina di 11 anni dalle macerie di una scuola crollata nella città di Yingxiu, rimasta sepolta per 68 ore. Ancora provvisorio il bilancio delle vittime che ha colpito lunedì la provincia sudorientale cinese del Sichuan, l'agenzia  di Stato Xinhua parla di oltre 19.500. Ma le vittime del sisma potrebbero essere oltre 50mila: lo ha annunciato la televisione di Stato cinese, citando fonti del governo di Pechino.

 

ALLARME DIGHE

La tragedia, però, potrebbe non finire qui. C'è uno scenario da incubo, infatti, che si profila nel già devastante panorama lasciato dal terremoto che ha colpito lunedì il sud-ovest della Cina; uno scenario da cui gli ambientalisti, da tempo critici dei mastodontici progetti idroelettrici del governo di Pechino, avevano più volte messo in guardia.

 

Potrebbero crollare le dighe create per creare riserve idriche per l'imponente programma idroelettrico nazionale: secondo il ministro delle risorse idriche, quelli che vivono nella zona colpita dal terremoto rischiano "ulteriori disastri" se non saranno adottate misure per fronteggiare l'emergenza.

 

Le autorità hanno già aperto le paratie della diga di Zipingpu, vicino all'epicentro del disastro, per proteggere la vicina città di Dujiangyan. Due migliaia di soldati sono già stati mandati in loco, dopo che la stampa ufficiale aveva scritto che erano stati avvertiti cedimenti. Secondo la Xinhua, i sopralluoghi effettuati dagli esperti hanno certificato che la diga tiene, ma la pressione delle acque è stata comunque alleggerita per evitare cedimenti strutturali. E le autorità hanno accertato "situazioni pericolose" in oltre 400 riserve idriche del sud-ovest della Cina.

 

Gli ambientalisti hanno da tempo sollevato interrogativi sui rischi dati dalla proliferazione di dighe, che hanno messo in pericolo l'equilibrio geostatico di un'area già ad alto rischio sismico. La gran parte dei timori finora sono stati concentrati sulla diga delle Tre Gole -situata a 1.000 chilometri di distanza, nella regione di Chongqing, che ha un invaso di 1084 kmq, lungo oltre 600 km- perchè un malaugurato cedimento strutturale spazzerebbe via milioni di persone.

 

Secondo Patricia Adams, direttore esecutivo di Probe International, un gruppo canadese che tiene sotto controlla la mastodontica diga, sarà il caso di "verificare se c'è una sismicità indotta dai bacini idrici prima che la Diga delle Tre Gole sia riempita pienamente".

 









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