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GB / VIOLENZA GIOVANILE

Rissa al pub, accoltellato a morte
un attore del film 'Harry Potter'

Ron Knox, 18 anni, è morto in un pub a Sidcup, nel Kent, per il presunto furto di un cellulare. Avrebbe dovuto interpretare un ragazzo nel film 'Il Principe mezzo sangue' Commenta

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Harry Potter Londra, 25 maggio 2008 - Nuovo episodio letale di violenza giovanile in Gran Bretagna. Stavolta a farne le spese è stato un giovane attore 18enne, che doveva partecipare al prossimo film di Harry Potter.

Rob Knox è stato accoltellato a morte la notte scorsa durante una rissa scoppiata in un pub a Sidcup, nel Kent, per il presunto furto di un cellulare.


Knox era stato selezionato per il prossimo film
di Harry Potter, 'il Principe mezzo sangue', dove avrebbe dovuto interpretare uno dei ragazzi della scuola, appartenente alla casa di Corvonero.

 

La morte di Rob Knox ha ancora una volta riacceso i riflettori sul dramma delle numerose morti violente di adolescenti in Gran Bretagna, portando a 14 i minori uccisi quest'anno nell'area di Londra. Knox è il terzo morto di questo mese e frequentava lo stesso club di rugby di Jimmy Mizen, ucciso il 10 maggio.


Descritto dagli amici come un ragazzo generoso e gentile, Knox era stato selezionato per il prossimo film di Harry Potter, il Principe mezzo sangue«, dove avrebbe dovuto interpretare uno dei ragazzi della scuola, appartenente alla casa di Corvonero.


Secondo una prima ricostruzione riportata dai media, la violenza nel pub è scoppiata la scorsa notte attorno al presunto furto di un cellullare. Un giovane di 21 anni, armato di due coltelli, ha accusato degli amici di Knox del furto innescando una rissa, in cui sono rimaste ferite altre tre persone oltre all'attore ucciso. Gli amici hanno raccontato che Rob e il fratello Jamie, 16 anni, hanno cercato di proteggersi a vicenda.

  • 25/05/2008 19:23
    Nessuno
    -alcool +chiesa +certezza della pena
  • 25/05/2008 20:31
    Luca
    In risposta a "Nessuno": Sono d'accordo con la questione dell'alcool e della pena. Ma qui la chiesa non c'entra proprio nulla. I valori morali non sono monopolio della chiesa. "Non uccidere" è soprattutto e prima di tutto una regola morale e sociale. E poi spirituale. Non strumentalizziamo come al solito, per favore.
  • 26/05/2008 14:34
    Adrienne
    Sono d'accordo sulla certezza della pena: è una valida risposta al problema. Sono d'accordo anche sul ruolo che dovrebbero giocare la morale e l'educazione nel prevenire simili eventi. Sinceramente, non vedo la Chiesa come fattore chiave in tutto ciò. Non penso che l'importanza dell'educazione debbe necessariamente derivare da ciò. E' più una questione di buon senso, a prescindere da Chiesa o non Chiesa. Credo che l'implicazione sia superflua.
  • 29/05/2008 23:08
    Presidente
    Che schifo... io dico: meno libertà, più regole, pene certe e dure per chi infrange.
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