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LIBANO

Suleiman è il nuovo presidente

Il comandante dell forze armate ha assunto la guida del paese con un mandato di sei anni. Cristiano maronita, come vuole la prassi costituzionale libanese, sarà il 12esimo presidente dall'indipendenza nel 1943, e il terzo dopo la fine della guerra civile nel 1990

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il presidente del libano, michel suleiman Beirut, 25 maggio 2008 - Il comandante delle forze armate, generale Michel Suleiman, 59 anni, attuale comandante delle forze armate, è diventato oggi il nuovo presidente del Libano per un mandato di sei anni. Cristiano maronita, come vuole la prassi costituzionale libanese, sarà il 12esimo presidente dall'indipendenza nel 1943, e il terzo dopo la fine della guerra civile nel 1990. Sarà anche il terzo militare ad assumere la carica dopo Fouad Chebab negli anni Sessanta, ed Emile Lahoud, il cui mandato è scaduto il 23 novembre.

 

Nato il 21 novembre 1948 nella cittadina di Amsheet, 40 chilometri a nord di Beirut, Suleiman è entrato all'accademia militare nel 1967, seguendo le orme del padre. Laureato in scienze politiche a Beirut, con master in inglese e francese, è salito lungo tutti i gradini della carriera militare fino a diventare comandante dell'esercito il 21 dicembre 1998, al posto di Lahoud diventato presidente. A quel momento la Siria esercitava ancora il suo protettorato sul Libano e la nomina di Suleiman aveva chiaramento l'avvallo di Damasco, tuttavia il generale ha saputo conquistarsi la fama di uomo lontano dalle fazioni.

 

Ed è per questo che il Paese dei Cedri si rivolge oggi a lui per riconciliare le opposte fazioni dopo 18 mesi di crisi politica, di cui sei senza presidente, che hanno rischiato di far nuovamente precipitare il paese nella guerra civile. Sotto la sua guida l'esercito è rimasto unito e neutrale durante le tensioni seguite all'uccisione dell'ex primo ministro Rafik Hariri in un attentato.

 

Suleiman non è intervenuto durante le manifestazioni antisiriane che hanno portato al ritiro delle truppe di Damasco, nè ha contestato il ruolo della milizia di Hezbollah durante la guerra con Israele nell'estate 2006. E l'esercito è rimasto anche neutrale nella crisi politica degli ultimi 18 mesi che ha opposto la maggioranza filoccidentale e antisiriana del governo di Fouad Siniora all'opposizione legata a Damasco e guidata dal partito Hezbollah. Una delle sue frasi favorite è «lo stato esiste perchè l'esercito è il guardiano della struttura dello stato».

 

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